Vibo, svolta nel tentato omicidio: indagato lascia il carcere e va ai domiciliari (NOME)
Accolta l’istanza della difesa: il 17enne ottiene il braccialetto elettronico nonostante il precedente parere negativo del Riesame
Importante novità cautelare nell'ambito dell'inchiesta sull'attentato ai danni di Francesco Pesce, avvenuto a Filandari. Il Gip di Vibo Valentia ha disposto la scarcerazione di Simone Franzè (classe 2007), indagato per concorso in tentato omicidio e porto abusivo di arma da sparo.
In pieno accoglimento dell'istanza difensiva presentata dall'avvocato Diego Brancia, il Giudice per le Indagini Preliminari ha attenuato la misura cautelare massima. Franzè, sebbene giovanissimo, era detenuto in carcere in quanto ritenuto uno dei responsabili della violenta azione di fuoco consumata nelle scorse settimane. Da oggi, il diciassettenne potrà fare rientro presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, con l'obbligo del monitoraggio costante tramite braccialetto elettronico.
La decisione del Gip vibonese assume un rilievo particolare alla luce dei precedenti passaggi processuali. In precedenza, infatti, il Tribunale del Riesame di Catanzaro si era espresso negativamente sulla libertà del giovane, rigettando il ricorso presentato dalla difesa e confermando la necessità della custodia in carcere.
Tuttavia, i nuovi elementi presentati dal legale del giovane sono stati ritenuti idonei a mitigare le esigenze cautelari, permettendo al Franzè di lasciare l'istituto di pena dopo il periodo di detenzione.
Resta fermo il pesante quadro accusatorio a carico del minore. Secondo gli inquirenti, Franzè avrebbe partecipato attivamente alla pianificazione e all'esecuzione del tentato omicidio ai danni di Pesce, in un contesto ancora oggetto di approfondimento da parte della Procura. Il possesso e l'utilizzo dell'arma da sparo rappresentano i nodi centrali di una vicenda che ha scosso la tranquillità della comunità di Filandari.
