di SAVERIO MILITARE

Io non sono mai stato tenero con l’Ospedale di Vibo Valentia. Chi mi conosce lo sa: scrivo solo ciò che è vero, verificabile, senza secondi fini e senza bandiere politiche. Oggi, però, mi permetto di scrivere con orgoglio. Orgoglio di essere calabrese, di appartenere alla comunità pizzitana e vibonese. Perché quando si vuole, anche qui da noi le cose buone accadono.

Basta mettere le persone giuste al posto giusto, unire professionalità, piccoli accorgimenti e sinergia tra tutti. Basta crederci.

Mi riferisco al Pronto Soccorso di Vibo Valentia, e in particolare al reparto di pre-ricovero. Dire che regge il confronto con i reparti d’eccellenza del Nord Italia non è un’esagerazione: è una constatazione che merita di essere detta a voce alta, con rispetto e gratitudine.

Il merito va al Dott. Natale, che dirige il reparto con la maestria di un direttore d’orchestra. Lui e la sua équipe di medici e infermieri fanno funzionare il settore come se fosse un teatro musicale: riescono a farne uscire armonia e ordine anche in un luogo dove ogni paziente porta con sé dolore e paura.

Non me ne vogliano gli altri, ma oggi voglio nominare due professioniste che mi hanno colpito profondamente.

La Dott.ssa Rodolico è prima di tutto una donna di una umanità rara e di saldi principi morali. Medico di altissima preparazione, scrupolosa, rassicurante, precisa. Sa ascoltare, spiegare, trasmettere sicurezza anche quando fuori tutto sembra crollare. È infaticabile, presente, sempre in prima linea. Se dovessi segnalare una persona al Presidente della Repubblica, a nome di tutti i pazienti vibonesi, per un’onorificenza meritata, sarebbe lei. La Calabria ha bisogno di esempi così.

Accanto a lei, la Dott.ssa Furchi: un sorriso che disarma, una calma che tranquillizza. In un reparto che è ogni giorno un campo di battaglia, lei porta luce e compostezza. Sono piccoli gesti, ma per chi soffre valgono più di mille parole.

E poi ci sono loro, fino all’ultimo: gli infermieri, gli OSS, gli amministrativi, i tecnici e il personale delle pulizie. Sì, anche chi pulisce i corridoi e disinfetta i letti ogni notte. Senza di loro non esisterebbe quella pulizia, quell’ordine, quel senso di cura che si respira. La sanità vera è fatta anche di mani invisibili che non si vedono mai nei riflettori, ma senza le quali il sistema crolla.

Quello che ho visto al Pronto Soccorso di Vibo è un momento di buona sanità pubblica. Qui vige una regola semplice ma rivoluzionaria: “La salute pubblica è un diritto uguale per tutti”. E in questo luogo, nella Calabria che troppo spesso viene raccontata solo per le sue maglie nere, io l’ho vista rispettata con i miei occhi.

Caro Governatore Roberto Occhiuto, sarebbe così facile clonare questo “modello” negli altri reparti e negli altri ospedali. Basta volerlo: scegliere e premiare per merito, tagliare le spese futili, investire di più nei settori vitali che danno risposte concrete ai cittadini.

Mi rivolgo anche agli organi di stampa locali e regionali: raccontate questa storia. Fate sapere che a Vibo Valentia esiste un reparto che funziona, che cura, che dà speranza. La gente ha bisogno di sapere che non tutto è abbandono e disorganizzazione. La gente ha bisogno di sperare.

Sono felice e orgoglioso di aver scritto queste parole. Sono parole oneste, vere, senza secondi fini. Buona serata a tutti, e grazie a chi ogni giorno rende possibile questo miracolo ordinario.