Famiglia senza corrente da 4 giorni per una bolletta dimenticata: dramma tra caldo torrido e disabilità
Una famiglia residente nel quartiere Santa Maria di Catanzaro sta vivendo una situazione drammatica e inaccettabile: da quattro giorni è completamente senza energia elettrica nella propria abitazione, proprio mentre la Calabria è stretta in una delle più intense ondate di caldo dell’estate, con temperature che hanno raggiunto i 42 gradi.
Alla base del distacco, una dimenticanza nel pagamento di una bolletta elettrica risalente allo scorso aprile. Una svista dovuta a un errore materiale: il padre di famiglia avrebbe pagato per errore la bolletta del gas, dimenticandosi quella della luce. Appena scoperto l’equivoco, l’uomo ha provveduto immediatamente a saldare il debito e a richiedere la riattivazione della fornitura, ma nonostante i ripetuti solleciti, la luce non è ancora tornata.
A rendere la situazione ancora più critica, sono le gravi fragilità presenti nel nucleo familiare: il padre, affetto da seri problemi cardiaci, e un figlio con disabilità grave, che necessita di apparecchiature mediche alimentate a corrente. “Nessuno ci ascolta. Stiamo vivendo un incubo. Mio fratello ha bisogno di cure continue e non possiamo neanche accendere un ventilatore. Di notte non si dorme, di giorno non si respira. Abbiamo fatto tutto quello che ci è stato chiesto, ma il fornitore resta in silenzio” denuncia con esasperazione uno dei figli.
Secondo quanto riferito dalla famiglia, il distacco è avvenuto senza alcun preavviso, senza solleciti formali né una riduzione graduale della potenza, come previsto in certi casi. Un comportamento che solleva forti dubbi sulla gestione dei casi vulnerabili da parte delle compagnie energetiche, soprattutto in periodi di emergenza climatica e sanitaria.
Intanto, la famiglia resta in attesa, sperando che la segnalazione possa muovere le istituzioni competenti e portare a una riattivazione immediata della fornitura. Ma soprattutto, chiede che casi come questi, segnati da sofferenza e fragilità, non vengano mai più trattati con tanta indifferenza.
