Nove i firmatari della missiva, inviata anche all'assessore e ai consiglieri del Vibonese: "Chiediamo di intercedere con la società affinché l’accordo sindacale possa essere prorogato"

Una lettera per sensibilizzare la politica. Ci riprovano alcuni ex lavoratori dello stabilimento Italcementi di Vibo Marina, dopo la convocazione del tavolo indetto dalla Regione per la vertenza relativa allo stabilimento di Castrovillari. In nove hanno deciso di mettere nero su bianco delle richieste e inviare una missiva al presidente della Giunta, Mario Oliverio, all'assessore alle Attività produttive, Carmela Barbalace, e ai consiglieri regionali del Vibonese, Michelangelo Mirabello, Vincenzo Pasqua, Giuseppe Mangialavori, Nazzareno Salerno.

Mario Oliverio

Il tentativo "disperato". "Siamo ad un ultimo e disperato tentativo di portare alla Sua attenzione la particolare situazione di ex dipendenti dello stabilimento Italcementi di Vibo Marina, rimasti ancora appesi ad un sottile filo di speranza fino alla data del 01/01/2017", scrivono i nove firmatari della lettera. "Come riportato in una nota stampa dal sindacato e poi ripreso nell’ordine del giorno, che è stato votato all’unanimità, dal Consiglio Regionale, siamo una dozzina di lavoratori non del tutto espulsi dal processo produttivo del gruppo Italcementi /Heidelberg. Infatti - sostengono -, nei verbali di conciliazione sindacale del 18/12/2014 che sancivano definitivamente la risoluzione del rapporto di lavoro, i suddetti dipendenti, diversamente dagli altri, hanno posticipato la somma a titolo di incentivo all’esodo impegnando la società (punto 3 lettera B dell’allegato accordo) ad una eventuale ricollocazione nel gruppo o presso terzi, in caso di riconversione del sedime di Vibo Marina".

Le richieste. "Visto, quindi, il Suo pronunciamento - scrivono rivolgendosi ad Oliverio - per una adeguata e più incisiva azione nel ricercare una soluzione positiva per le prospettive produttive ed occupazionali sul sedime di Vibo Marina, finalizzate alla riconversione e riutilizzazione degli impianti, Le chiediamo di intercedere con la società affinché l’accordo sindacale di cui sopra possa essere prorogato. Una disponibilità di proroga che, non compromette finanziariamente l’azienda, dovendo solo pagare quanto già definito dall’accordo e che, rappresenta un’ultima speranza, soprattutto a chi non ha più nemmeno un sussidio economico di mobilità". (red4)