E' lo sport per eccellenza, è lo sport che accomuna miliardi di persone al mondo, è lo sport che emoziona, che unisce e divide. E' il calcio. Ed intorno a quel pallone ruota ancora la speranza di poter ritornare in campo e terminare così questa stagione così strana e turbolenta. Il calcio ci crede, insomma, ma deve fare i conti con la realtà. A crederci è il calcio della Serie A, quello in cui milioni su milioni e diritti televisivi la fanno da padrone. A crederci meno è quel calcio di provincia, quel calcio che vive nei territori e che ha risorse e budget limitati, minimamente paragonabili a quelli della massima serie.

Serie C ad un bivio e il pensiero del Ds della Vibonese Lo Schiavo. In Serie C molti pensano a come ripartire, in che tempi ed in che modi. Ma c'è chi ha le idee chiare, come ad esempio il Ds della Vibonese, Simone Lo Schiavo. Il giovane dirigente rossoblù ha detto la sua ai microfoni di Radio Ondaverde: "Bisogna fare i conti con la realtà. Pensare di ripartire a fine maggio è improbabile. Chi li paga gli stipendi dopo il mese di giugno? Onestamente non condivido la proposta di Gravina di andare oltre l'estate e terminare il campionato anche a settembre ed ottobre. E la prossima stagione? La Serie C così rischia di essere cancellata. Sarebbe più opportuno concentrarsi su una programmazione adeguata in vista della prossima stagione". E ancora, ecco il Lo Schiavo pensiero rispetto alla decisione intrapresa, per esempio dalla pallavolo, di bloccare promozioni e retrocessioni: "Bisogna trovare la soluzione che comporti il male minore. Gravina e Ghirelli hanno paura di eventuali ricorsi, ma alla fine dei conti potrebbero essere pochi i contenziosi. Un meccanismo bisognerà trovarlo per permettere, ad esempio, alle prime due squadre in classifica in Serie C di salire di categoria".

Danilo Beccaria è pessimista. Il direttore generale della Vibonese, sempre ai microfoni di Radio Onda Verde, ha riflettuto sul fatto di poter ritornare in campo. "Onestamente credo che difficilmente si potrà ritornare a giocare, anche perchè questo è un problema che non riguarda solo l'Italia, ma tutto il mondo e fin quando questo virus non sarà debellato non sarà facile ripartire. Lo sport dovrà adeguarsi perchè non sappiamo se e quando potremo tornare alla normalità, magari la prossima stagione potremo iniziare e giocare a porte chiuse, oppure provare a convivere con il virus assumendo le necessarie precauzioni e prevedendo forme di distanziamento negli stadi".