Vibo, quando la buona sanità è in "trasferimento": cittadini in campo per il dott. Ussia
Una cittadina racconta la sua esperienza con l'ortopedico che potrebbe essere trasferito e intanto un appello è rivolto anche al dg dell'Asp
Avevano espresso già i loro timori per un possibile trasferimento, un gruppo di cittadini. In difesa del dott. Ussia, ortopedico in servizio allo Jazzolino, una figura "importante" per cui chiedevano che non venisse trasferito. Non gli unici, comunque, e infatti, una cittadina ha deciso di scrivere un'altra lettera per manifestare la sua preoccupazione.
La testimonianza. "Da qualche giorno sul web, si parla di un possibile trasferimento dall'azienda ospedaliera di Vibo Valentia di un ottimo chirurgo ortopedico, il Dott. Ussia. Sono una cittadina Vibonese – scrive nella lettera alla redazione Anna Maria Tripodi - che quindici giorni fa ha avuto un incidente stradale e che ha riportato parecchi danni, tra cui una brutta rottura di tibia e perone. Nonostante lo sfortunato accaduto, ritengo di essere stata molto fortunata, poiché ho incontrato il Prof. Ussia, persona umana e responsabile che mi ha subito trasmesso fiducia". Fiducia di cui ha bisogno la sanità vibonese che, aggiunge "sappiamo tutti in che condizioni grava" e per cui ha espresso l'auspicio "che il dottore rimanga ad operare nel nostro ospedale che ha tanto bisogno di queste figure. Inoltre ritengo sia anche una risorsa e un esempio per gli altri medici dell'azienda ospedaliera, altrettanto validi ma magari più giovani e quindi con meno esperienza di lui".
Il rammarico. Da qui, il "rammarico" e la "preoccupazione, raccontando la mia esperienza. Subito dopo l'incidente sono stata portata all'ospedale di tropea per un primo soccorso, ma in seguito trasferita a Vibo nella speranza di un possibile ricovero, ma ahimè in nessun ospedale della calabria c'era un posto libero e quindi da Vibo mi è stato suggerito di ritornare a Tropea. Fortunatamente dopo pochi chilometri, di tragitto da Vibo verso Tropea, siamo stati avvisati di ritornare indietro. È proprio in questa situazione che ho potuto notare l'umanità di questa persona, che visto il "caso disperato" ha trovato il modo di potermi aiutare. Da lì in poi sono stata preparata all'intervento e fortunatamente ora sono in fase di guarigione. Ora però mi sorge un'altra preoccupazione, tra un anno dovrò affrontare un secondo intervento per rimuovere staffe e bulloni inseritemi e se il professore verrà trasferito, chi mi opererà? Una cosa è certa, farò in modo di essere operata da lui anche a costo di dovermi spostare in un'altra città. La domanda mi sorge spontanea, perché – conclude Anna Maria Tripodi - nella nostra città, le persone che si dedicano al lavoro e a migliorare la sanità incontrano all'interno della struttura sanitaria (anche al di fuori) forti resistenze da chi dovrebbe garantire e facilitare l'operato di un professionista come il Dott. Ussia?"
L'appello. E non è l'unica testimonianza questa. Un'altra lettera è infatti giunta per rivolgere un appello al dg dell'Asp di Vibo, Angela Caligiuri, e a tutti i dirigenti dell'azienda sanitaria, per chiedere "di prendere più a cuore le sorti della sanità vibonese, nel rispetto delle regole, dei meriti, uguali per tutti. "Dopo un lungo periodo di attesa viene pubblicata la delibera dove, per motivi solo all'Asp chiari, il Dott.Ussia pur essendosi classificato 1^ in graduatoria, viene messo da parte per sopraggiunti limiti di età (?). Senza nulla togliere agli altri colleghi candidati, ecco che ancora una volta, un'altra figura importante per la nostra sanità vibonese, è costretta a lasciarci. Allora, insieme a tanti altri cittadini basiti ed inermi di fronte a questo gioco al massacro, per non dire delle "tre carte", mi chiedo e chiedo alla Dirigente come mai, il dott.Ussia prima era un candidato dai requisiti idonei e subito dopo il concorso non lo è più stato? Cosa ha impedito al dott. Ussia di continuare ad essere una forza ed un valore aggiunto, forte della sua esperienza ultra trentennale, riportando in auge, assieme agli altri ottimi colleghi, senza tralasciare il lavoro e l'abnegazione degli infermieri ed ausiliari tutti, uno dei tanti reparti sofferenti e carenti del nostro territorio?
A quanto pare, qualcosa non ha funzionato! Anzi, si! I soliti corvi ed avvoltoi che si aggirano lungo i corridoi dei reparti o che fanno comunella nello spazio antistante l'entrata del nosocomio provinciale". Da qui, l'invito all'azienda "tutta a riflettere, e chiedo, a nome di tanti altri malati calabresi, nello specifico della provincia di Vibo, che per curarsi sono costretti ad affrontare i cosiddetti " viaggi della speranza ", provocando disagi psichici, economici e familiari, di dare l'opportunità ed il diritto alle cure, che sono alla base della dignità delle sofferenze umane".
