Elezioni Vibo, Romeo polemizza contro Daffinà
Si infiamma il dibattito in vista del ballottaggio in programma domenica 23 giugno dalle 7 alle 23 e lunedì 24 giugno dalle 7 alle 15, che vedrà contrapposti i candidati a sindaco del centrodestra, Roberto Cosentino, e del centrosinistra, Enzo Romeo.
Proprio quest'ultimo è intervenuto in merito alle recenti uscite dello sponsor politico dell'avversario, uno degli esponenti di punta di Forza Italia, Tonino Daffinà.
«In "Politica" non si dovrebbe mai perdere la razionalità, il garbo istituzionale, l'equilibrio che derivi da ruoli di controllo deputati a "vigilare". Si tratta di un dovere normativo imprescindibile verso la comunità di tutti i cittadini. Ma voglio essere ancora più chiaro con un esempio lampante. - ha detto Romeo - Due giorni fa, all'esito del primo turno delle amministrative a Vibo Valentia, il dirigente di spicco di Forza Italia e massimo sponsor di Roberto Cosentino come sindaco della coalizione di centrodestra, Tonino Daffinà, ha commentato il deludente risultato del suo candidato aprendo a possibili accordi con il "centro", con il cosiddetto "terzo polo" e con il consigliere regionale Francesco De Nisi in particolare. Tutto legittimo, anche le mosse "disperate"».
«Ma si è al corrente che Tonino Daffinà, tra i molti incarichi, rivesta anche quello di presidente del collegio dei revisori dei conti al Comune di Vibo Valentia? Come può essere accettabile che una figura destinata a svolgere un ruolo imparziale sia invece e da tempo un esponente di parte, anzi la controparte politica apicale che domina il centrodestra vibonese? Peraltro, in un Comune che ha una situazione delicatissima quanto a bilancio e conti pubblici? Situazione talmente delicata da aver imposto, per ogni cittadino e famiglia, uno spropositato aumento delle tariffe dei servizi comunali e dei tributi», ha aggiunto il candidato a sindaco per la coalizione progressista.
«Mi chiedo con preoccupazione e anche indignazione: a Vibo Valentia, in alcuni "cerchi magici" che da anni fanno e disfano, s'è forse perso il lume della ragione? Esiste un principio che si chiama moderazione e significa temperanza, misura, autocontrollo. Ebbene, che fine ha fatto alle latitudini dei cosiddetti autoproclamatisi "conservatori" questo principio? E che fine ha fatto il rispetto verso i cittadini che chiedono di essere governati ma pretendono anche di essere tutelati dagli organismi di controllo designati a questo scopo dalla Legge?», ha continuato Romeo.
«Siamo al paradosso: il "controllore" che politicamente coincide con il "controllato". Si scivola quando non si è prudenti. Si scivola quando a prevalere è l'arroganza. Si scivola e infine si cade quando si perde l'equilibrio. L'etica della cosa pubblica è un aspetto estremamente importante e determinante. Se esiste allora tutto è risolvibile. Ma qualora, come in questo caso, sia palese il suo smarrimento, allora tutto precipita», ha asserito.
«È arrivato il momento di ritrovare equilibrio e ridare a Vibo Valentia le qualità di un tempo. Per ripartire in una direzione proficua per la città intera. Identità, trasparenza, competenza e soprattutto risultati tangibili. E basta con quest'occupazione sterile e proterva della "cosa pubblica" che ha impoverito la città. Basta con la propaganda. Basta davvero!», ha concluso Enzo Romeo.
