Cartello 'ndrangheta-imprese, la Cassazione annulla l'ordinanza per Francesco Bagalà
Considerato dalla Dda perno su cui girava il sistema che truccava l'assegnazione degli appalti. Il Tdl deciderà sulla sua scarcerazione
Nuovo annullamento in Cassazione che riguarda il processo “Cumbertazione”. I giudici romani hanno annullato con rinvio in merito alla posizione di Francesco Bagalà, classe ’77, uno dei perni su cui gira l’inchiesta della procura antimafia di Reggio Calabria. La Cassazione ha accolto il ricorso presentato dai legali dell’imprenditore di Gioia Tauro, gli avvocati Domenico Alvaro e Valerio Spigarelli rimandando al Tribunale della libertà per un nuovo pronunciamento.
Le accuse Bagalà è accusato dalla Dda reggina di associazione mafiosa, di turbativa d’asta e una serie di altri reati che pongono al centro dell’inchiesta “Cumbertazione”. Per i magistrati dell’antimafia Bagalà sarebbe il centro del sistema del cartello di imprese che avrebbe condizionato una serie di appalti pubblici «fungendo – scrivono i magistrati - costantemente (ed in più occasioni) da anello di congiunzione tra i soggetti al vertice della cosca ed il mondo imprenditoriale, dei professionisti e della pubblica amministrazione locale e non solo». Accuse pesanti, che adesso dovranno essere rivagliate dal Tribunale del riesame di Reggio Calabria che dovrà pronunciarsi sulla scarcerazione o meno di Francesco Bagalà.
L’operazione L’inchiesta condotta dalla Dda di Reggio Calabria aveva portato all’arresto circa un anno fa di diversi imprenditori nonché professionisti e dipendenti comunali accusati a vario titolo di associazione a delinquere di stampo mafioso, associazione dedita alla realizzazione di una serie indeterminata di reati di turbata libertà, corruzione, frode nelle pubbliche forniture nonché numerosi delitti fine. Le accuse costituivano l’epilogo di una articolata attività investigativa condotta dal Gruppo Investigazione criminalità organizzata (Gico) dei Nuclei di polizia tributaria di Reggio Calabria e Cosenza, volta a portare alla luce i profili imprenditoriali della criminalità organizzata operante nella Piana di Gioia Tauro e in altri luoghi così come ricostruiti sulla scorta di svariate intercettazioni e dichiarazioni di collaboratori di giustizia.
