Non uno ma tanti Pd armati l'uno contro l'altro come i "due secoli" di Alessandro Manzoni. Accade a Vibo Valentia, la provincia più debole sul piano politico di questa regione. La provincia che in cinque anni di governo regionale non ha avuto un assessore in giunta, per chiarire la questione in termini politichesi e che oggi si divide proprio sul nome del governatore Mario Oliverio.  Lo scontro tra Michelangelo Mirabello e il suo padrino politico Brunello Censore, è l'esemplificazione di una lotta intestina connaturata forse all'essenza di questo partito. Il “referendum” avviato sul governatore Mario Oliverio, in vista delle elezioni regionali, la dice lunga sulla posizione dei Pd vibonesi. Il plurale sembra quasi d'obbligo dopo aver assistito agli ultimi incontri. Non c'è infatti solo la guerra aperta tra l'asse Censore-Insardà da una parte e il consigliere regionale Michelangelo Mirabello dall'altra a turbare il clima, ma anche i presunti dissidi all'interno del gruppo consiliare. Perchè i sei consiglieri del Partito democratico non avrebbero le stesse intenzioni. E le differenze, forse pure qualche abbandono, da qui a breve dovrebbero venire alla luce. Indubbiamente, sulle posizioni di Bruno Censore, l'ex deputato che ancora detiene la maggioranza del partito, si è schierato già dopo le elezioni amministrative il capogruppo Stefano Luciano che “controlla” i 4/6 del gruppo di palazzo “Luigi Razza”. Sulle sue posizioni, senza alcun dubbio, Azzurra Arena, Alfredo Lo Bianco e Giuseppe Russo. Ieri Luciano, sulla falsariga di Censore, ha scaricato il governatore Oliverio e si è rammaricato per l'assenza della firma di Michelangelo Mirabello dal documento sottoscritto dai dirigenti dem calabresi contro la ricandidatura del presidente della Regione. Non ha fatto la stessa cosa Stefano Soriano, che in questi giorni è rimasto in silenzio, mentre il padre Michele Soriano, dirigente storico del Pd e le persone a lui vicine, hanno preso parte all'assemblea degli oliveriani, tenuta nei locali della biblioteca comunale dallo stesso Mirabello. Resta fuori apparentemente dalla contesa anche l'altro consigliere democrat, vale a dire, Marco Miceli, che a precisa domanda del cronista, tuttavia, risponde: “Non sono pro o contro Oliverio, io sono per la Calabria nel rispetto delle determinazioni del partito a favore di una coalizione con altre forze di governo”.