Il progetto, finanziata con fondi europei, proponeva la creazione di reti per l'acqua, di illuminazione, campi sportivi, anfiteatri e ostello della gioventù

"Un impressionante cono d’ombra pare aver completamente oscurato la pineta di Siano. Col venire meno dell’emergenza rappresentata dai continui incendi che divampavano nella discarica e con l’esaurirsi dell’attività meritoria di una associazione di cittadini che richiamava l’attenzione sulla pineta, essa pare dimenticata nell’azione amministrativa e risulta scomparsa persino dal dibattito politico". La segnalazione arriva dal circolo Pd Catanzaro Nord Pontegrande.

"Eppure, il bosco "Li Comuni", questo il nome ufficiale dell’area, costituisce un imponente patrimonio pubblico (di proprietà comunale) meritevole di ben altra attenzione. Di essa non sono chiare neppure le dimensioni: si parla alternativamente di 450 o 700 ettari, comunque una vastissima area verde all’interno del perimetro urbano che già nel nome testimonia un passato di usi collettivi da parte dei cittadini catanzaresi".

"L’area, fuori dalla proprietà feudale e da quella ecclesiastica, era sede di libere (e civiche) attività di legnatico, di pascolo e di caccia. All’epoca dell’occupazione delle terre nel secondo dopoguerra fu oggetto di iniziative politiche e sindacali e tuttora ci sono famiglie degli eredi degli assegnatari, degli anni '50. Rappresenta, quindi, una sorta di bene archeologico sociale, meritevole di ben altra cura".

"Inoltre, esso ospita oltre alla pineta una vasta zona di macchia mediterranea pressoché intatta, dove mirti, corbezzoli, sugheri continuano da migliaia di anni a crescere indisturbati, dando ospitalità alla fauna locale e di passo. L’area è, insomma, una testimonianza vivente della storia e della natura del nostro territorio. Inoltre essa è un vasto polmone verde disponibile per una città che di verde è bisognosa. Infatti, nonostante le condizioni di degrado in cui versa, essa è meta di molti catanzaresi che praticano il jogging, cercano funghi o vogliono semplicemente trascorrere qualche ora all’aperto con i propri figli o i proprio animali di compagnia".

"Sono evidenti anche le potenzialità turistiche della zona. Su di essi infatti puntava un progetto che, investendo fondi europei, proponeva di attrezzarla fornendola di reti di distribuzione di acqua, di illuminazione, campi sportivi, anfiteatri e ostello della gioventù. Quel progetto non è mai partito anzi, l’abbandono ha preso il sopravvento. L’azienda forestale della Regione ha cessato l’attività di realizzazione di sentieri, ha abbandonato lo splendido orto botanico realizzato, e non garantisce neppure la manutenzione ordinaria di quanto fatto finora. Manca un qualunque controllo e questo fa si che col buio la pineta diventi non frequentabile. E’ indispensabile rivedere e rilanciare la convenzione con Calabria Verde".

"Per invertire questo trend l’amministrazione comunale ha diverse possibilità. Paradossalmente la più importante fra esse è lo scriteriato uso, proseguito per decenni, di un sito tanto bello e delicato come discarica comunale. La bonifica effettuata è assolutamente insufficiente, ci siamo comportati come una massaia poco scrupolosa che nasconde la spazzatura sotto il tappeto, l’area resta ancora desolata, il percolato continua a inquinare le falde acquifere. A questi temi la comunità europea è particolarmente sensibile. Un progetto che abbia come fine una autentica bonifica e la valorizzazione dell’intera area troverebbe ascolto e fondi comunitari per essere realizzato".