'Ndrangheta al Nord, la svolta "femminista" con i ruoli apicali
Nell’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Milano, che ha portato all’arresto di 49 persone della famiglia Bandiera, sono evidenziate le figure di cinque donne. «Una in particolare aveva il ruolo di capo organizzatrice dell’associazione mafiosa», ha detto la pm Alessandra Cerreti, che ha coordinato le indagini della Squadra Mobile di Milano con l’aggiunto Alessandra Dolci.
Una delle donne arrestate, Caterina Giancotti, era «il braccio destro di Christian Bandiera, figlio del boss Gaetano Bandiera», al centro dell’organizzazione e appena finito agli arresti domiciliari, dopo aver scontato in carcere parte della condanna per l’indagine “Infinito”, riporta il Corriere della Calabria.
«Questa donna ha un ruolo fondamentale ed è ancora più spietata degli uomini», ha aggiunto la pm chiarendo però che al momento formalmente «le donne non sono affiliate alla ‘Ndrangheta dal punto di vista formale, cioè non sono “punciute”».
«Assistiamo – ha concluso la pm- ad un cambio di mentalità all’interno dell’organizzazione. Le indagini hanno mostrato un ruolo delle donne attivo, spesso sono messaggere dal carcere. Questa volta abbiamo visto di più».
