L’obiettivo tracciato dal sindaco durante il consiglio comunale è quello di costruire una Catanzaro  capace di esercitare fino in fondo il ruolo istituzionale di capoluogo di Regione

“Non voglio aprire polemiche sul passato – ha detto il primo cittadino- ma nel 2012 ho trovato una macchina comunale praticamente paralizzata e una situazione finanziaria che poteva portarci al default. Abbiamo dedicato tutte le nostre energie per riportare in equilibrio i conti del Comune, trovando il coraggio – qualcuno ha parlato di scelte temerarie – di chiudere le società partecipate che succhiavano milioni di euro all’anno senza produrre nulla. Senza perdere un solo posto di lavoro”. Saldati i debiti e sbloccati decine e decine di grandi opere, oggi quasi tutte completate, che hanno cambiato il volto della struttura urbana della città, impegnando quasi 190 milioni di euro.

“Non abbiamo perso nemmeno un centesimo dei finanziamenti che ci erano stati assegnati, recuperando anche quelli – è il caso del Polo Fieristico – che venivano dati per irrecuperabili. Possiamo dire, con una battuta, che oggi siamo un Comune con pochi soldi, ma senza debiti. Non dimentico il Natale del 2012, quando la città era sepolta dai rifiuti, con i cassonetti che straboccavano di spazzatura e venivano dati alle fiamme.  Scontiamo ritardi e problemi sulle manutenzioni ordinarie, determinati dalla pesante situazione finanziaria a cui siamo stati costretti dai tagli indiscriminati dei Governi che si sono succeduti. E’ evidente che dovremo proseguire lungo la strada difficile ma obbligata di migliorare le entrate e razionalizzare le spese, al fine di mantenere equilibrato il nostro bilancio e reperire le risorse necessarie per l’attuazione di questo programma di governo”. Dalla legislatura della normalizzazione a quella della visione. Per il sindaco le elezioni di giugno hanno rappresentato uno spartiacque fondamentale. Si è chiusa una legislatura difficile e tormentata, ma che Abramo definisce della “normalizzazione” della città, per passare ad una fase nuova. “ La “visione” che deve guidarci è quella di una Catanzaro collocata saldamente al centro del panorama politico-istituzionale della Calabria, capace di irradiare modelli positivi e di farsi riconoscere da tutti quale polo direzionale unitario. E’ un ruolo-guida che possiamo e dobbiamo esercitare: nel riordino istituzionale, nella sanità, nelle politiche del lavoro, nella gestione dei servizi, nella crescita culturale. Per fare questo, Catanzaro deve ulteriormente rafforzare il suo sistema urbano, migliorare la sua accessibilità, favorire la mobilità delle migliaia di persone che ogni giorno vengono a contatto con la nostra realtà per ragioni di lavoro, di studio, di cura o per connettersi alle reti dell’Istituzione Regione, della Giustizia, dell’Università, della Cultura e dell’Alta Formazione”. In campagna elettorale, avevo parlato- ha aggiunto Abramo- della visione della “Grande Catanzaro” come un processo inevitabile e nei fatti già avviato. Non si tratta solo di un problema di conurbazione o di fusione di Comuni, ma soprattutto della creazione di una grande area urbana organizzata in cui 120mila persone possono godere di servizi avanzati e di una più alta qualità della vita. Tale processo è già iniziato e sta procedendo a grandi passi attraverso la costituzione e l’attivazione degli Ambiti Territoriali in materia di smaltimento e trattamento dei rifiuti e gestione della rete del metano. 

comune catanzaro

In entrambi i casi, Catanzaro è il Comune Capofila al quale spetta la responsabilità di rendere autonomi i Comuni sia nella gestione dei rifiuti sia nella distribuzione dell’energia. Particolarmente importante è l’avvio dell’Ato sui rifiuti che consentirà non solo di gestire direttamente gli impianti, ma soprattutto di stabilire le tariffe e quindi le ricadute in termini di tassazione per i cittadini. Voi tutti sapete che la Regione, in maniera a dir poco irresponsabile, ha elevato le tariffe di conferimento dei rifiuti, inasprendole addirittura per quei Comuni, come il nostro, che hanno raggiunto il 65% di differenziata. La nostra protesta, assieme a quella di altri Comuni virtuosi, ha costretto la Regione a congelare il provvedimento che dovrebbe subire notevoli modifiche. La “grande Catanzaro” prenderà forma man mano che questo processo andrà avanti, coinvolgendo altri settori vitali di una comunità. Penso ai trasporti, di cui parlerò più avanti, o alla gestione delle risorse idriche.

  

La sfida decisiva del sistema metropolitano e il nuovo accordo di programma con la Regione. “Il sistema metropolitano Catanzaro centro-Germaneto-Lido rappresenterà il maggiore elemento di modernizzazione del Capoluogo, rivoluzionando le dinamiche della mobilità e cambiando le abitudini di migliaia di persone. Si tratta di una sfida difficile che bisognerà combattere soprattutto sul terreno della sostenibilità del sistema. A tale proposito, e per evitare il rischio che questo sistema possa andare in crisi fin da subito per gli altissimi costi di gestione, abbiamo elaborato un nuovo accordo di programma con la Regione Calabria che prevede innanzitutto la costituzione di una Società di Scopo tra Ferrovie della Calabria e AMC che governi con criteri manageriali l’azienda e assuma la regia unica del trasporto pubblico nel Capoluogo. Si tratta di giocare d’anticipo e creare fin da subito – in attesa che i lavori vengano completati nei tempi contrattuali previsti – le condizioni per una sostenibilità del sistema, garantendo alla metropolitana un bacino di utenza molto più ampio di quello che si può oggi ipotizzare. Scopo essenziale dell’accordo che proporremo a breve alla Regione è quello di riequilibrare il sistema di trasporto pubblico urbano all’interno della Città al fine di aumentare l’utenza del sistema metropolitano, attraverso il finanziamento al Comune di Catanzaro di interventi quali: acquisto di almeno 9 minibus ad alimentazione elettrica o a metano, al fine di eliminare le corse urbane degli autobus di più lunga percorrenza tra Catanzaro Lido/Catanzaro Centro e Germaneto, da utilizzare come circolari dei quartieri più densamente abitati, posti in prossimità del tracciato metropolitano, per collegarli alle più vicine fermate della metropolitana; implementazione di sistemi per la mobilita sostenibile tipo car e bike sharing, attraverso la realizzazione di stazioni hub e l’acquisto dei veicoli e delle biciclette; riqualificazione architettonica e funzionale delle fermate del tracciato metropolitano esistenti nel centro città, denominate Via Milano – Tribunale e Pratica, migliorandone l’accessibilità pedonale con la realizzazione di sistemi ettometrici (scale mobili e ascensori inclinati) e dotandole di parcheggi di scambio;per la Fermata Via Milano, il relativo parcheggio di scambio sarà di almeno 120 posti auto e sarà realizzato su parte dell’attuale sedime destinato alla sosta degli autobus extraurbani, intervenendo su aree di proprietà regionale; per la fermata tribunale il parcheggio di scambio sarà quello del Musofalo da implementare sino a 400 posti auto dotandolo dei collegamenti ettometrici con Piazza Matteotti e con la stessa fermata; efficientamento della Funicolare tra Catanzaro Sala e Piazza Roma e di riqualificazione del parcheggio “Politeama” (230 posti auto) come parcheggio di scambio (da Piazza Roma) per la Funicolare ed a servizio del centro storico; ripresa del programma dei collegamenti ettometrici (scale mobili), ampliandolo con l’ulteriore collegamento tra via Carlo V e via Santa Maria di Mezzogiorno; riqualificazione della stazione FS di Sala da destinare a sede delle Ferrovie della Calabria.

L’alleanza strategica tra centro e Lido. Uno dei punti centrali del programma di governo è rappresentato dall’alleanza strategica tra il centro e Lido, due dei tre pilastri (il terzo è il polo direzionale di Germaneto) su cui costruire il futuro di Catanzaro. Si tratta di armonizzare le politiche rivolte ai due poli, nella consapevolezza che essi sono strettamente connessi tra di loro. Il centro ha bisogno di una Marina vitale e capace di muovere l’economia dell’intera città. Lido ha bisogno di un centro storico attraente per completare al meglio la sua offerta turistica e allargare il ventaglio dei servizi alla persona. Sulle politiche per il centro storico, abbiamo le idee molto chiare. Le leve che utilizzeremo per il suo rilancio sono:

  • la cittadella giudiziaria che sta prendendo forma con il completamento del nuovo palazzo di giustizia e l’imminente avvio – ci auguriamo entro la fine dell’anno – dei lavori di recupero dell’ex ospedale militare che ospiterà le Procure. Si realizzerà – questo ci hanno detto i magistrati durante il sopralluogo svolto qualche giorno fa al nuovo palazzo di giustizia – uno dei più forti e moderni poli giudiziari del Meridione che muoverà quotidianamente centinaia di persone;
  • l’insediamento di attività universitarie e di alta formazione, processo che vedrà già in autunno l’avvio dei master e dei corsi di specializzazione al San Giovanni e il ritorno dell’Accademia di Belle Arti all’ex Educandato. Il consolidamento della facoltà di sociologia è una realtà. Ma l’obiettivo resta quello di portare in centro altre facoltà, ma di questo dovremo parlare con il nuovo rettore, essendo alle porte le elezioni accademiche.  Per gli studi musicali del Conservatorio, abbiamo avviato una verifica con la Direzione per individuare la soluzione logistica migliore, tenendo conto anche dei costi a cui l’Amministrazione va incontro.
  • un globale intervento sull’edilizia sociale che, partendo dal protocollo sottoscritto con Ance e Lega delle Cooperative, utilizzi i fondi dell’edilizia sociale per recuperare quote significative di residenzialità a basso costo per studenti universitari, giovani coppie, anziani;
  • il programma POIC per il rilancio delle attività commerciali che attende che la Regione emani il relativo bando;
  • nuove politiche per il turismo che esaltino, a partire dalle recuperate gallerie del San Giovanni, la storia della città;
  • le politiche della cultura.

Altrettanto chiare sono le nostre idee sullo sviluppo di Lido. Il completamento del porto – con il progetto finale da 20 milioni di euro, finanziamento che ancora attendiamo dalla Regione – e la realizzazione del Polo Fieristico-Espositivo nell’Area “Magna Graecia” – i cui lavori sono già iniziati - doteranno il Capoluogo di due formidabili strumenti per promuovere lo sviluppo. Occorre individuare fin d’ora modelli gestionali moderni e innovativi che regolino le attività, tra di loro interconnesse, delle due strutture, generando servizi ed iniziative nel campo del turismo, della nautica, della pesca e dell’agro-alimentare, dello sport e dello spettacolo. In tale ottica, occorre pensare il Polo Fieristico-Espositivo come una importante piattaforma per gli scambi economici e, nella sua visione polivalente, in un grande contenitore di eventi di varia natura. "I nostri assessori sono già al lavoro su questo terreno e presto si confronteranno con le commissioni consiliari e con l’intero Consiglio per elaborare una proposta definitiva. La salvaguardia della pineta di Giovino, il bando internazionale per la migliore utilizzazione possibile del comparto urbanistico di Giovino, la saldatura definitiva dei tronconi del lungomare con l’ultimo tratto antistante il porto, il miglioramento strutturale degli stabilimenti balneari stabilito dal Piano Spiaggia, sono altrettanti obiettivi che questa Amministrazione perseguirà per potenziare l’assetto di Lido e aumentarne le potenzialità turistiche". In tale ottica, non è secondario il rapporto con il Parco archeologico di Scolacium che dista appena un chilometro dai nostro confini e che può rappresentare un fattore vincente della nostra offerta turistica e culturale. Ma anche in questo caso è necessaria una piccola “rivoluzione culturale” che porti il Capoluogo a considerare anche “suo” questo immenso scrigno di bellezze artistiche, storiche e architettoniche.