Si avvia verso la fine del primo grado di giudizio il processo, in corso presso il tribunale di Vibo, nato dall’indagine denominata “Rimpiazzo” che ha colpito il clan di 'ndrangheta dei Piscopisani, attivo - per l’appunto - a Piscopio, frazione di Vibo Valentia. Davanti al collegio giudicante, presieduto da Tiziana Macrì, si è conclusa oggi la fase istruttoria, ovvero quella necessaria per la valutazione delle prove. Adesso seguiranno le discussioni finali di accusa e difesa - che dovrebbero concludersi a inizio aprile - e, a quel punto, i giudici avranno tutti gli elementi per arrivare a emettere una sentenza.

Il processo, che vede circa 30 imputati, è iniziato a febbraio 2021: numerose udienze a ritmi serrati che potrebbero portare quindi a una decisione a poco più di un anno dall’inizio del procedimento, e a soli due anni da quando, ad aprile 2019, è scattata l'operazione "Rimpiazzo" - condotta dalla Polizia di Stato e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro - con 31 persone arrestate.

Nel frattempo nell’udienza di oggi diverso tempo è stato impiegato per discutere e valutare la richiesta della Dda di Catanzaro, rappresentata in aula dal pm Andrea Mancuso, di acquisire alcune intercettazioni e di ascoltare un nuovo testimone, un maresciallo dei carabinieri. Dopo l'opposizione di diversi avvocati il giudice ha deciso di rigettare la richiesta della Dda, accogliendo solo l'acquisizione dei file audio richiamati dai testimoni di polizia giudiziaria ascoltati all'interno del processo. Il presidente del collegio giudicante Tiziana Macrì ha quindi ritenuto "esaustiva e completa" l'attività svolta fino a questo momento, dichiarando conclusa l'istruttoria dibattimentale. Manca davvero poco, conseguentemente, per l'emanazione della sentenza.