"Vogliamo essere protagonisti del cambiamento all'interno e all'esterno della categoria": così ha esordito, al 58. Congresso dell'Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili, il presidente Matteo De Lise.

Il Congresso, svoltosi a Reggio Calabria, ha visto alternarsi professionisti di spicco, che hanno relazionato sulla situazione attuale, formulando proposte per il rilancio del Paese.
Andrea De Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro a Palazzo Madama e coordinatore Consulta dei Parlamentari Commercialisti, ha avanzato tre misure la ripresa: "Innanzitutto un fisco che premi l' incrementalità del reddito, basandosi su una flat tax incrementale; quindi una pace fiscale con i contribuenti attraverso l'utilizzo degli esistenti strumenti deflativi del contenzioso, quali la conciliazione giudiziale, l'adesione e il ravvedimento operoso. Infine, si abbia il coraggio di incidere sull'assenza di tassazione per tante multinazionali del web, che stanno spesso facendo concorrenza sleale alle nostre pmi".

Stefano Distilli, presidente Cassa della dei dottori commercialisti, ha parlato di fiducia verso il futuro: "In un momento in cui si sta affrontando il tema della crisi delle professioni, gli ultimi dati della nostra Cassa registrano una crescita significativa delle nuove iscrizioni che nel primo semestre 2021 sono state 1.700, in aumento rispetto non solo ai 1.300 del 2020, ma anche in relazione ai 1.600 registrati nel 2019. Siamo coscienti che occorrerà riuscire a dare una corretta e prospettica chiave di lettura a questi dati, ma credo che possano comunque rappresentare un segnale confortante per la tenuta della categoria".

Per Luigi Pagliuca, presidente della Cassa dei ragionieri e degli esperti contabili, vi sono necessità emergenti: "Al di là dei numeri, è innegabile che un insieme di fattori abbia colpito la professione. Penso agli abusivi che non vengono più colpiti come in passato e ai Caf che hanno preso il sopravvento. E così i professionisti che sono formati e aggiornati, devono rispettare numerose normative e contribuiscono a creare il brand, perdono la loro posizione. Serve maggiore rappresentanza politica per risollevare la categoria a sostegno degli iscritti e anche dei cittadini, che hanno il diritto di usufruire di un professionista per le loro esigenze in materia di economia e lavoro".