Tragedia sfiorata nel carcere: incendio sventato da polizia penitenziaria
Il pronto intervento degli agenti penitenziari ha impedito che la situazione degenerasse. La denuncia del Sappe: "Situazione al limite"
Si è sfiorata la tragedia ieri mattina nel carcere di Paola. “Colpa e conseguenza della protesta sconsiderata e incomprensibile di un detenuto che ha appiccato un incendio nella cella dov’era ristretto, dando fuoco a tutto quello che vi era all’interno”, spiega Donato Capece, segretario generale Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo della Categoria.
Pronto intervento. “Sono stati momenti di grande tensione e pericolo, gestiti però con grande coraggio e professionalità dai poliziotti penitenziari. Nonostante un fumo denso, immediatamente propagatosi nella Sezione, i bravi poliziotti hanno salvato la vita al detenuto che aveva dato fuoco alla cella, poi hanno provveduto a mettere in salvo i detenuti dalle altre celle del Reparto detentivo che erano invase dal fumo. Poteva essere una tragedia, sventata dal tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari di servizio nel Reparto e dal successivo impiego degli altri poliziotti penitenziari in servizio nel carcere. Sono stati bravi i poliziotti penitenziari in servizio nel carcere di Paola a intervenire tempestivamente, con professionalità, capacità e competenza”.Capece sottolinea come l’incendio sventato a Paola “è sintomatico del fatto che le tensioni e le criticità nel sistema dell’esecuzione della pena in Italia sono costanti. E la situazione è diventata allarmante per la Polizia Penitenziaria, che paga pesantemente in termini di stress e operatività questi gravi e continui episodi critici”.
I numeri. Nel 2015 solo in Calabria ci sono stati 104 atti di autolesionismo, 31 tentati suicidi, 1 morte per suicidio e 2 per cause naturali. Gravi i numeri riferiti alle colluttazioni, 117, e ferimenti, 15. Ad Arghillà si è contato il più alto numero di atti di autolesionismo: sono stati infatti 25 i detenuti che si sono lesionati il corpo ingerendo chiodi, pile, lamette, o procurandosi tagli sul corpo stesso. E’ invece a Reggio Calabria che si sono verificati più tentati suicidi (9). ([email protected])
