Sanità vibonese, il 20 gennaio la "Marcia Silenziosa": cittadini in piazza per il diritto alle cure
Da Piazza Fleming alla Prefettura, un corteo apartitico chiederà uguaglianza nell’accesso ai servizi sanitari. I promotori: «Il tempo delle attese è finito, ora servono fatti»
La mobilitazione civile per la difesa della salute pubblica torna a farsi sentire nel cuore del Vibonese. Martedì 20 gennaio 2026, le strade del capoluogo ospiteranno una "Marcia Silenziosa" nata dall'esigenza di denunciare le persistenti criticità del sistema sanitario locale e rivendicare parità di trattamento rispetto al resto della regione.
Il raduno è fissato per le ore 10:30 in Piazza Fleming, proprio davanti all'ospedale "G. Jazzolino", simbolo storico delle difficoltà strutturali e di organico del territorio. Da lì, il corteo si snoderà lungo un percorso che toccherà i punti nevralgici della città: Viale Matteotti, Piazza Martiri d’Ungheria, Corso Vittorio Emanuele. L'arrivo davanti alla Prefettura, dove i manifestanti chiederanno un impegno concreto alle istituzioni di governo.
L'iniziativa, lanciata con lo slogan «Io difendo il diritto alla salute e tu?», vede tra i promotori un vasto schieramento di attori sociali: dai sindaci della provincia ai dirigenti scolastici, dalle forze sindacali agli ordini professionali (medici, odontoiatri), fino al Terzo settore e alle associazioni di volontariato come la Croce Rossa e il Cisom.
L'obiettivo dichiarato è superare la "cultura del contentino" e sollecitare garanzie immediate per porre fine alla penalizzazione dei cittadini vibonesi, costretti troppo spesso a "viaggi della speranza" per ricevere prestazioni essenziali. In particolare, l'associazione Ali di Vibonesità ha ribadito la necessità di rompere il muro del silenzio e dell'immobilismo gestionale che da anni affligge l'Asp e la rete territoriale.
La manifestazione cade in un momento cruciale: il 2026 è considerato da molti osservatori come l'"ultima chiamata" per la sanità calabrese, tra le scadenze del Pnrr per le Case di Comunità e l'attesa per il completamento del nuovo ospedale cittadino. La marcia del 20 gennaio rappresenta dunque un monito alla politica regionale: la salute non è un favore, ma un diritto costituzionale che non può più aspettare.
