Depositi costieri, il sindaco esclude dal tavolo la Cisal che reagisce: «E' solo un maggiordomo»
Umiliazione a Palazzo: il primo cittadino mette alla porta il sindacato. Papillo: «Incapace di decidere, subisce i diktat come un esecutore»
Non più primo cittadino, ma ultimo tra i sottoposti. L’immagine che esce oggi dal Comune di Vibo Valentia è quella di un sindaco, Romeo, che ha smesso i panni dell'autorità per indossare la livrea da servitore. Il "caso" della delocalizzazione dei depositi costieri si trasforma in un’autentica farsa istituzionale, dove il padrone di casa viene commissariato nel suo stesso ufficio.
La scena è indegna di un capoluogo: la CISAL, regolarmente invitata da Romeo, viene messa all'indice da CGIL, CISL e UIL. Davanti alla richiesta della "Triplice", che pretende l'esclusione del sindacato autonomo, il sindaco non batte ciglio. Non difende la propria firma, non tutela il pluralismo. Semplicemente, ubbidisce.
Il commento del Commissario Regionale della CISAL Calabria, Vitaliano Papillo, è una sferzata che lascia il segno:
«Quanto accaduto oggi pomeriggio nella sede comunale di Vibo, nel corso del tavolo convocato dallo stesso sindaco Romeo sulla delocalizzazione dei depositi costieri della Meridionale Petroli, è di una gravità inaudita. Il commissario regionale della CISAL Calabria, Vitaliano Papillo, si è presentato alla riunione come da convocazione ufficiale a firma dello stesso sindaco Romeo, trattandosi di una vertenza che travalica qualunque logica di appartenenza sindacale e investe la sicurezza, il lavoro, il futuro economico e la vita quotidiana di un’intera comunità. All’arrivo del sindaco, gli altri sindacati convocati hanno di fatto posto un veto alla presenza della CISAL al tavolo. Anziché richiamare tutti al rispetto delle regole del confronto democratico, il sindaco Romeo ha scelto di assecondare quel diktat, disponendo la separazione dei tavoli ed escludendo di fatto la CISAL dal confronto unitario. È un fatto gravissimo- osserva ancora Papillo - che fotografa in modo impietoso la cifra politica di questa amministrazione. Il sindaco di un capoluogo di provincia non può ridursi a fare il maggiordomo di alcune sigle sindacali, prendendo ordini su chi possa o non possa sedersi a un tavolo istituzionale da lui stesso convocato. Eppure è esattamente ciò che è accaduto: Romeo non ha governato la situazione, l’ha subita, confermando ancora una volta la propria totale insufficienza nel decidere e nel farsi rispettare. La questione dei depositi costieri riguarda uno stabilimento classificato a rischio di incidente rilevante, a ridosso delle abitazioni e degli stabilimenti balneari di Vibo Marina. Riguarda centinaia di lavoratori, famiglie, cittadini. Riguarda il futuro turistico ed economico dell’intera città. Escludere una sigla sindacale rappresentativa da un tavolo su un tema di questa portata non è solo un affronto alla CISAL: è un affronto alla democrazia e al diritto di rappresentanza di migliaia di lavoratori e cittadini calabresi.
A chi ha preteso la nostra esclusione ricordiamo che la rappresentanza non si afferma con i veti e le prove di forza, ma con il lavoro quotidiano al fianco delle persone. Al sindaco Romeo diciamo che un primo cittadino che si fa dettare l’agenda e le regole del gioco da chi dovrebbe essere semplicemente un interlocutore tra tanti non è un sindaco: è un esecutore».
