"Quale Amministratore delegato di Vibo Sviluppo spa , con delega tecnica sino al 30 aprile 2016, preciso che, in costanza di mio incarico ed in attesa di finanziare i progetti pubblici aventi ad oggetto opere infrastrutturali a vantaggio dello sviluppo del territorio della provincia , era stata accolta dal Tar Calabria, sede di Catanzaro, l’istanza di Vibo Sviluppo avente natura cautelare di sospensiva avverso il decreto di parziale revoca ministeriale del finanziamento di rimodulazione del patto territoriale generalista per la provincia di Vibo Valentia; con tale ordinanza il giudice aveva ritenuto la legittimità dell’operato della società:ritengo, pertanto, di aver svolto il mio ruolo in pieno ed assoluto rispetto della legge con gli altri colleghi amministratori dell’epoca ; successivamente, all’indomani della sentenza di rigetto da parte del consiglio di Stato , ho presentato subito le mie dimissioni alla società ritenendo non opportuno ed altresì, non favorevole alla società, continuare nel contrasto giuridico di posizioni. Non riesco a comprendere, quindi, l’accusa che mi si muove e che intendo subito chiarire nelle sedi competenti". Così in una nota Maria Angela De Grano che risulta indagata insieme al presidente di Vibo Sviluppo Pasquale Barbuto ed all'amministratore delegato dimissionario Pietro Giamborino.