La Procura della Repubblica di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio per 4 indagati dell’operazione “Lucciole e Lanterne”, il blitz della polizia su un giro di prostituzione a Catanzaro:

il 21 ottobre dovranno comparire davanti al Gup il poliziotto Francesco Bagnato (difeso da Arturo Bova e Gennaro Piero Mellea), assistente capo coordinatore della Polizia di Stato, Antonio Fratto, difeso dall'avvocato Domenico Cortese, Bruno Dolce (avvocato Antonio Ludovico e Antonio Lomonaco) e Giuseppe Borrelli (difeso da Pietro Funaro).

L'operazione. È l’11 marzo allorquando la Squadra Mobile di Catanzaro esegue un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 7 persone ritenute responsabili di appartenere ad una associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina attraverso l’organizzazione di matrimoni di comodo e la produzione di ulteriore documentazione falsa, e di 4 persone, destinatarie di una seconda ordinanza cautelare ritenute, gravemente indiziate del reato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.