Minacce all'arbitro: "Ti aspetto fuori e ti ammazzo". Raffica di squalifiche nel Vibonese
Stangata del giudice sportivo al Filandari, società di Terza categoria, che non ci sta e annuncia clamorose proteste: "Noi danneggiati e diffamati"
"Ti ammazzo, ti aspetto fuori, sei uno str...., se ti vedo in giro ti ammazzo". Sono le frasi che avrebbe pronunciato un giocatore del Filandari. Minacce all'arbitro, colpevole di aver annullato un gol forse irregolare al San Costantino in un match di Terza categoria giocato due settimane fa nel piccolo centro vibonese. Una gara sospesa per le proteste veementi dei giocatori di casa al 27' del secondo tempo. Due settimane dopo è arrivato implacabile il verdetto del giudice sportivo. Niente sconti e stangata inevitabile per il Filandari: sconfitta a tavolino, cinque giocatori squalificati e 80 euro di multa.
La ricostruzione del giudice sportivo. Scrive il giudice sportivo nel dispositivo: "Al 27' del secondo tempo sul risultato di 2-1 a favore della società Filandari, ed in seguito alla segnatura della rete della società San Costantino, alcuni calciatori del Filandari si avvicinavano all’arbitro con fare minaccioso per protestare, e in particolare il calciatore n°10 Guerrera Giuseppe della società Filandari il quale profferiva all’indirizzo dell’arbitro frasi del tipo “ti ammazzo ti aspetto fuori sei uno stronzo se ti vedo in giro ti ammazzo”. A questo punto l’arbitro provvedeva a notificare al suddetto calciatore il provvedimento di espulsione, nell’occasione il calciatore n° 15 (Croce Diego) della società Filandari entrava in campo dalla panchina senza autorizzazione e con fare minaccioso poggiava la mano chiusa a mò di pugno sulla guancia dell’arbitro spingendogli la testa all’indietro; l’arbitro nella circostanza cercava di allontanarsi ma non vi riusciva in quanto veniva accerchiato da alcuni calciatori del Filandari ed in particolare signori Artusa Francesco vice capitano, Purita Mauro, Giuseppe Sergio capitano, Baldo Stefano, i quali profferivano frasi minacciose e offensive e non gli consentivano una sportiva continuazione della direzione arbitrale della gara".
Tentata aggressione. In assenza delle forze dell'Ordine, l'arbitro si vedeva costretto a sospendere la gara in quanto il Filandari rimaneva con sei uomini in campo per via dell'espulsione di ben cinque giocatori. "Mentre il direttore di gara si dirigeva verso gli spogliatoi - scrive il giudice sportivo - il calciatore Guerrera Giuseppe della società Filandari con fare minaccioso tentava di aggredirlo ma non vi riusciva perché trattenuto da un proprio compagno di squadra". L’arbitro una volta raggiunto il proprio spogliatoio, constatava che qualcuno si era introdotto all'interno ed aveva portato via i documenti di riconoscimento della società Filandari cancellando con la penna il nominativo del calciatore numero 10 Giuseppe Guerrera Giuseppe, già espulso. Sedati gli animi, l’arbitro riferisce di aver lasciato il campo di gioco senza alcun problema dopo aver fatto la doccia. Nonostante ciò quanto accaduto in precedenza ha portato ai duri provvedimenti adottati dal giudice sportivo. Situazione aggravati da un altro particolare: il calciatore Croce Diego non risulta tesserato per la società Filandari come da comunicazione ed accertamenti esperiti all’ufficio tesseramento del C.R. Calabria.
Il verdetto. Così il giudice sportivo ha deliberato di Infliggere alla società Filandari la perdita della gara con il risultato di 0-3 in seguito alla sospensione della gara e della posizione irregolare del calciatore Croce Diego; squalificare per 5 gare effettive il calciatore Giuseppe Sergio della società Filandari; per 4 gare effettive il calciatore Giuseppe Guerrera e Diego Croce a far data del suo effettivo tesseramento; per 3 gare effettive i calciatori ARTUSA Francesco Artusa, Stefano Baldo e Mauro Purita tutti della società Filandari. Inibito il dirigente accompagnatore ufficiale Giuseppe Melia fino al 30/06/2018, per avere inserito nella distinta di gara il calciatore Diego Croce non essendo tesserato.
La replica della società. Immediata la risposta del Filandari che giudica "non veritieri" i fatti per come raccontati dall'arbitro e riportati dal giudice sportivo territoriale: "Questo è un comunicato totalmente distante e non veritiero dei fatti reali". Per la società si tratta di una ricostruzione "falsa e diffamatoria dell'arbitro, creata a tavolino e mirata a danneggiarci". Il club annuncia quindi a partire dalla prossima giornata forti e plateali proteste mirate a richiamare l'attenzione su quanto accaduto. "Tutti gli organi federali contattati - spiegano i dirigenti - ci hanno visibilmente voltato le spalle e hanno contribuito volontariamente a creare un danno a società, calciatori e territorio. Domenica protesteremo platealmente, educatamente e nel rispetto delle leggi".
