Exploit del Vibonese alle elezioni regionali di domenica e lunedì 3-4 ottobre. Uno dei territori ritenuti più marginali sul piano politico porta nell’Astronave quattro eletti, ma soprattutto alcune vittorie, frutto di vere e proprie dimostrazioni di forza. Basti un dato a corollario di questa sintesi: il più votato, il primario di Cardiologia allo Jazzolino Michele Comito, ottiene 13704 voti. Numeri mai visti da queste parti, specie con percentuali di elettori così basse ai seggi. Dalla provincia di Vibo, Comito esce con 9400 preferenze, dalla città capoluogo con 2539 voti, macinando record su record e consolidando la leadership del coordinatore regionale di Forza Italia Giuseppe Mangialavori, suo primo sostenitore. Anche Vito Pitaro, alla fine dei giochi, ha sposato la medesima causa, sostenendolo con i suoi uomini, nonostante l’estromissione shock dalla lista Forza Azzurri, in seno alla quale, alla luce dei dati, Pitaro avrebbe fatto un boccone degli altri candidati. Quali saranno, magari in positivo, le conseguenze di questa vittoria storica sull’amministrazione comunale, nella provincia in cui Fi tocca quota 19% ed è di gran lunga il primo partito, lo vedremo nei prossimi mesi. Certo, in questi casi, come diceva il vecchio saggio, c’è modo per accontentare tutti, o quasi.

Fuori dagli schemi di FI, c’è una forza emergente del centrodestra nel Vibonese. Ed è Coraggio Italia. La formazione che consente a Francesco De Nisi di arrivare in Consiglio regionale -l’ex presidente della Provincia ha superato i 9100 voti complessivi, 5133 dei quali in provincia, è la seconda forza del centrodestra, con il 10.2%. Inutile dire che Coraggio Italia supera il 58% a Filadelfia, città natale di De Nisi e si difende nella città capoluogo, dove Forza Italia (24.3%) ridimensiona di parecchio le aspirazioni degli alleati: Lega (8.5%) e FdI (7.8%).

Sul fronte opposto, in provincia, il Pd si difende toccando quota 11.2%, eleggendo anche un consigliere regionale, Raffaele Mammoliti, sostenuto dal capogruppo di palazzo “Luigi Razza” Stefano Luciano. Per Mammoliti, una rivincita su Luigi Tassone (4199 preferenze circa) che paga lo scontro con Brunello Censore (1857 voti con la lista di Oliverio).

E’ stata la volta buona, infine, per Antonio Lo Schiavo. Candidato con de Magistris, il notaio vibonese, da tempo fuori dal Pd, è riuscito nell’impresa sfuggita per pochi voti lo scorso anno. A lui sono andati 2411 consensi. Da qui in avanti, inutile nasconderlo, giocherà un ruolo nel centrosinistra cittadino. Il Pd è avvisato.