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Si nascondeva in un resort esclusivo da mille euro a notte in Costiera Amalfitana, convinto di poter trascorrere la Pasqua lontano dai riflettori. È finita invece in manette la latitanza di Roberto Mazzarella, 48 anni, ritenuto al vertice dell’omonimo clan camorristico egemone a Napoli e provincia.

Inserito al quarto posto nell’elenco dei latitanti più pericolosi del Ministero dell’Interno, Mazzarella era irreperibile dal 28 gennaio 2025, quando era riuscito a sfuggire a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Napoli su richiesta della Dda. L’accusa è pesantissima: omicidio aggravato dal metodo mafioso.

Secondo gli inquirenti, il boss sarebbe mandante ed esecutore dell’omicidio di Antonio Maione, ucciso nel 2000 a Napoli in una vendetta trasversale legata agli equilibri del clan. Un delitto maturato nel contesto della faida a San Giovanni a Teduccio, storico feudo dei Mazzarella.

Il blitz dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli, coordinati dalla Dda, è scattato in una villa di pregio a Vietri sul Mare, dove il latitante si era registrato con false generalità. All’interno sono stati sequestrati tre orologi di lusso, circa 20mila euro in contanti, documenti falsi, cellulari e appunti ritenuti riconducibili a una contabilità illecita.

All’operazione hanno partecipato anche i “Cacciatori di Calabria”, le Api e una motovedetta della Capitaneria di porto. Si chiude così, dopo oltre un anno, la fuga dorata di uno dei ricercati più pericolosi d’Italia.