I contratti stipulati da Anpit sono legittimi: "Fp Cgil rettifichi le sue dichiarazioni diffamatorie"
Dalla sua costituzione e nel corso degli anni Anpit (Associazione nazionale per l'industria e il terziario) ha sempre stipulato dei contratti collettivi nazionali di lavoro per diversi settori "con piena legittimità ed in osservanza delle norme vigenti nel tempo succedutesi": "I datori di lavoro associati, decidono di applicare l’innovativo modello contrattuale introdotto da Anpit ritenendolo più confacente alla loro realtà aziendale, nella certezza del rispetto di norme costituzionali e legislative". Così in una nota i rappresentanti di Anpit Calabria - il presidente regionale e di Anpit Catanzaro Francesco Catanese, Francesco Ambrogio (componente della giunta regionale e presidente Anpit Cosenza) e Giuseppe Quattrocchi (componente della giunta regionale e presidente Anpit Reggio Calabria) - che aggiungono: "Anpit non ha necessità di fare proclami mediatici per tediare operatori economici al solo fine di incrementare i propri iscritti, predicando e divulgando notizie fuorvianti. Anpit basa il suo operato nel pieno rispetto della legalità, collaborando con gli organi preposti al relativo controllo in piena trasparenza e nel rispetto dei ruoli, ed è in questa prospettiva che Anpit manifesta da sempre una totale disponibilità al confronto per contribuire alla ricerca delle soluzioni più idonee alle realtà imprenditoriali".
"Basta accuse infamanti". Per queste ragioni l'associazione rivendica rispetto "gridando basta ad accuse infamanti, gratuite e vergognose! Riteniamo sia corretto ristabilire la verità con alto senso di giustizia e con dignità. Si, proprio la dignità che per tanto tempo è mancata a tanti nostri associati, che adesso riescono ad applicare un Ccnl nel pieno rispetto reciproco con i lavoratori tutti". "Per garantire il lavoro ed un futuro sostenibile - prosegue la nota - è tempo di dialogo onesto, di confronto basato su rispetto dei ruoli e delle parti, di competenze da mettere a disposizione per il bene comune, di nuove dinamiche contrattuali per una continua crescita di tutti, imprese e lavoratori. Per Anpit è questo lo spirito che dovrebbe animare la missione di tutte le organizzazioni che a vario titolo rappresentano i soggetti coinvolti nel mercato del lavoro. Non c’è spazio per la 'denigrazione', è fuori tempo ed ancora oggi sfugge a taluni. Non c’è spazio per i 'no a prescindere', è fuori tempo ed ancora oggi sfugge a taluni".
I "vili attacchi" della Fp Cgil. Una situazione che l'ha portata, oggi, a denunciare i "vili attacchi ricevuti" e a difenderci "da accuse insensate". Nello specifico, in relazione alle "notizie diffamatorie" diramate a mezzo stampa ed on line nei giorni 7-8 ottobre a cura della Fp Cgil Cosenza, "ci preme evidenziare che abbiamo ufficialmente chiesto immediata rettifica, in assenza della quale ci vedremo costretti ad adire alle vie legali per difendere l’immagine di Anpit. Lo dobbiamo per il rispetto delle imprese che Anpit si onora di rappresentare, e anche per dare chiarezza ai tantissimi consulenti che ogni giorno sono impegnati a fornire soluzioni attraverso i nostri Ccnl, e oltretutto per tutelare il lavoro che viene quotidianamente svolto nelle oltre 60 sedi territoriali distribuite sull’intero territorio nazionale. Non permettiamo dunque a nessuno, e men che meno alla Fp Cgil di dichiarare contratti da noi sottoscritti, con l’appellativo di 'pirata'. I veri 'pirati' sono tutti i soggetti che operano contro ogni norma di diritto. Ed in particolare, nel mercato del lavoro, coloro che, invece di difendere i lavoratori, hanno garantito e continuano a garantire una serie di soprusi nei confronti degli stessi, accettando dinamiche territoriali e permettendo continue azioni illegittime finanche vere e proprie estorsioni, al solo fine di poter asserire l’applicazione di un determinato ccnl stipulato dai medesimi. I contratti da noi sottoscritti, sono tutti depositati presso l’archivio del Cnel, identificati con i relativi codici rilasciati dall’INPS per il loro utilizzo nella denuncia Uniemens ed applicati regolarmente da migliaia e migliaia di aziende, che hanno ricevuto normali accertamenti ispettivi conclusi senza alcun rilievo sulla applicabilità, ritenuta sempre conforme ai contenuti di norme vigenti".
Piena legittimità dei contratti Anpit. La "piena legittimità" dei Ccnl Anpit non è pacifica solo per il ministero del Lavoro, per gli ispettorati del Lavoro e per l’Inps, "ma lo è anche per consolidata giurisprudenza di svariati Tribunali italiani". Nel merito della notizia diffusa dalla Fp Cgil l'Anpit evidenzia una serie di elementi "che non corrispondono al vero - che sono stati anche comunicati al commissario Cotticelli al quale abbiamo trasmesso una nostra missiva per fare chiarezza e ristabilire la verità", tra i quali: "Il regolamento attuativo della legge 24/2008 vigente (fino ad eventuale sua modifica sperata da taluni soggetti) non indica l’utilizzo di un Ccnl specifico (che dovrebbe anche superare il vaglio del profilo di costituzionalità), ma recita chiaramente che deve essere applicato un contratto di “settore” e quello di Anpit lo è; anche fuorviante per i non addetti ai lavori e totalmente fuori luogo il richiamo alla sentenza 466/2017del Tar Calabria. Infatti lo stesso tribunale interviene per ripristinare le forme contrattuali previste dall’art.4 della legge regionale n.24 del 2008 e non per altro. Il dispositivo in modo testuale recita: “Ne discende che il provvedimento impugnato (regolamento approvato dal decreto n. 81 del 2016 del commissario ad acta) nelle parti in cui prevede che il personale può essere utilizzato mediante qualsiasi forma consentita dall’ordinamento civile e consente l’utilizzo di altre forme contrattuali consentite dall’ordinamento civile deve essere annullato”. Per forme contrattuali si intende la tipologia di rapporto di lavoro e non il Ccnl applicato; Scorretto anche il passaggio che indica un’ipotesi di riduzione di diritti irrinunciabili dei lavoratori. Infatti il nostro contratto stabilisce all’articolo 279 la modalità di esecuzione dell’allineamento contrattuale per i dipendenti provenienti da altro Ccnl. Questo proprio per garantire a tali lavoratori tutti i diritti e le tutele che la legge riserva loro in tali casistiche".
"Nostre deduzioni incontestabili". Contrariamente a quanto si afferma, tra l’altro, "nessuna dichiarazione ufficiale in merito all’applicabilità o meno del Ccnl Anpit è stata resa dagli organi indicati. Infatti, il 9 luglio abbiamo fatto pervenire nota al dirigente generale del Dipartimento Tutela della Salute e Politiche sanitarie della Regione Calabria, a cui è demandata tale competenza in relazione ai requisiti richiesti per accreditamento, ed in copia anche alla Fp Cgil ed al commissario straordinario dell’Asp di Cosenza, con la quale evidenziavamo la legittimità dell’applicazione del nostri Ccnl Case di Cura nella vicenda in oggetto e nostra totale disponibilità ad un confronto. Mai nessuno ha tecnicamente riscontrato la missiva dimostrando l'infondatezza delle nostre deduzioni, proprio perchè incontestabili. Si è scelta la linea populista dei comunicati stampa, atti unilaterali privi di contenuti tecnici, ma solo pregni di argomentazioni arroganti. Ci chiediamo come si concilia la tutela e difesa del lavoro paventata dalla FP CGIL, con la richiesta formalizzata di revoca dell’accreditamento, che avrebbe fatto perdere oltre 150 posti di lavoro. Certamente tale procedura non sarebbe mai stata possibile per l’applicazione del nostri Ccnl, assolutamente legittimo ed incontestabile".
Tentativi di attaccare l'Anpit "miseramente falliti". Quanto accaduto "ci riporta anche un pò indietro nel tempo". "Ricordiamo con dispiacere altri tentativi similari, condotti dalla Cgil o sue strutture di categoria ed in alcune occasioni anche insieme ad altre organizzazioni sindacali, che sono miseramente falliti. Uno nel settore sanità in Calabria per far rinunciare un’azienda all’applicazione del nostro Ccnl nella gestione di una Residenza Sanitaria Assistenziale (Rsa), accreditata e convenzionata, che non si è fatta di certo intimorire da queste pressioni, avendo operato la sua scelta in piena legittimità. L’altro in modo ripetuto ed ancora più grave è avvenuto nel periodo del recente lockdown. Con asserzioni che rasentano il ridicolo (ma in un momento tragico per imprese e lavoratori), intimavano le aziende a non applicare i nostri Ccnl pena la denuncia per far decadere (sentite, sentite) il diritto dei lavoratori alla cassa integrazione. Chiaramente niente di tutto ciò è avvenuto (purtroppo per queste sigle sindacali) ma per il bene dei lavoratori (…anche loro iscritti)". "Ci sarebbe tanto altro da dire, magari qualche azienda non applicherà i nostri Ccnl per altre ragioni che non riguardano certamente il nostro operato - conclude l'Anpit - ma pensiamo possa bastare quanto scritto perché i lettori e gli addetti ai lavori si facciamo il vero quadro della situazione".
