Un sistema fluido, capace di mimetizzarsi tra il traffico della Capitale e i servizi di consegna a domicilio, ma che non è sfuggito ai radar della Polizia di Stato. Nelle ultime ore, un massiccio blitz interforze coordinato dalla Questura di Roma ha portato all’arresto di 16 persone e al sequestro di circa 3,5 chilogrammi di droga, tra cocaina, crack e altre sostanze.
​L'inchiesta mette in luce come le modalità dello spaccio si siano evolute verso una "consegna a domicilio" sempre più professionale. Cinque dei sedicenti corrieri, definiti dai poliziotti come veri e propri "rider della droga", sono stati intercettati tra il centro storico e la periferia (distretti Trevi-Campo Marzio, Ponte Milvio e Romanina). Gli ordinativi partivano dai social network e le consegne avvenivano in punti d'incontro rapidi, spesso camuffati da commissioni quotidiane. In un caso, a Corso Francia, una coppia aveva tentato di giustificare lo spostamento come una visita a una parente; tuttavia, gli agenti hanno rinvenuto dosi di crack e cocaina persino nella biancheria intima della donna.
​Non solo tecnologia in mano ai pusher, ma anche a disposizione dei cittadini. Una segnalazione anonima giunta tramite l’app YouPol è stata decisiva per smantellare un deposito nel quartiere Portuense. Qui, un uomo di 51 anni aveva trasformato la propria abitazione in un magazzino per lo stoccaggio delle sostanze.
​L’operazione ha colpito anche il quartiere Labaro, dove i "Falchi" della Squadra Mobile hanno sorpreso due donne all'interno di un autolavaggio a gettoni. Il sito era stato scelto come base logistica ritenuta insospettabile per lo scambio droga-denaro: la cocaina veniva occultata nei pressi della leva del cambio delle auto in attesa di essere pulite.
​Il giro di vite ha interessato diverse zone nevralgiche: da via Boccea a via Tuscolana, fino ai comuni della provincia come Tivoli e Colleferro. La droga veniva nascosta ovunque: bagagli, intercapedini delle auto e indumenti.