Vibo, Gioia (Udc) all’attacco: «Amministrazione spenta e senza visione»
Nel mirino della segretaria cittadina il futuro del Cinema Teatro Valentini e la gestione complessiva della città

Critiche dure all’operato dell’amministrazione comunale di Vibo Valentia arrivano dalla segretaria cittadina dell’Udc, Claudia Gioia, che interviene sulla gestione complessiva della città e, in particolare, sulla vicenda legata al futuro del Cinema Teatro Valentini. Nel mirino, una linea politica giudicata priva di visione e incapace di imprimere un reale cambiamento rispetto alle promesse elettorali.
Nel comunicato diffuso si legge che «l’amministrazione comunale stenta a dare a Vibo Valentia quel volto nuovo che aveva garantito come possibile in campagna elettorale».
Secondo Gioia, «l’immagine è quella di un’amministrazione spenta, priva di iniziativa, divisa, incapace di risolvere i problemi quotidiani e scevra da una visione complessiva di sviluppo futuro», tanto che
«fino ad oggi, in concreto, ha provveduto solo a distribuire i soliti incarichi ben retribuiti ma privi di una reale pubblica utilità», senza che «nessun passo in avanti sia possibile registrare in termini di sviluppo urbano, sociale ed economico».
La segretaria Udc individua nel caso del Cinema Teatro Valentini un esempio emblematico di questo approccio. «La recente modalità di approccio alla gestione del tema relativo al futuro del “Cinema Teatro Valentini” ne è la prova più evidente», afferma.
Nel mirino finisce il sopralluogo effettuato dall’amministrazione: «Il Sindaco e qualche suo portavoce si sono resi protagonisti di un sopralluogo presso i locali del vecchio teatro Valentini unitamente ad un rappresentante della proprietà per mettere in scena una azione pubblicitaria a scopo propagandistico», finalizzata ad «annunciare la volontà dell’amministrazione di recuperare il manufatto per adibirlo ad attività commerciali ed ad una sala per le conferenze».
Un’iniziativa che viene definita, senza mezzi termini, «una scena folcloristica con tanto di telecamera al seguito», con «uno stile che nella passata amministrazione veniva proprio dal PD criticato perché adottato dalla Limardo».
Nel merito, Gioia contesta la visione proposta dall’amministrazione: «pensare al “Valentini” come centro per negozi significa esclusivamente mettere in atto un grande favore alla proprietà in un’ottica speculativa privatistica non tollerabile», e comunque «non sostenibile per una pubblica amministrazione che dovrebbe pensare all’interesse collettivo».
Secondo la segretaria cittadina dell’Udc, l’iter corretto dovrebbe essere ben diverso: «La proprietà dovrebbe invece essere diffidata a tenere i locali in stato adeguato per preservare l’igiene e la sicurezza pubblica e l’amministrazione dovrebbe espropriare nel caso in cui ciò non avvenisse».
A questo dovrebbe seguire, aggiunge, «l’immediato recupero di un finanziamento con fondi strutturali per la cultura», che «sono tanti ed accessibili», per «riportare il “Valentini” ad essere quello che era e cioè uno splendido teatro in pieno centro capace di garantire coesione sociale e diffusione di cultura».
Un’ipotesi ritenuta concreta, visto che «la struttura ha già quella predisposizione e basterebbe un serio progetto di recupero, restauro e messa in sicurezza per recuperarlo e renderlo fruibile».
Infine, Gioia mette in discussione la sostenibilità stessa dell’idea commerciale: «perché mai dovrebbe funzionare un luogo di negozi o attività commerciali in genere quando in pieno centro la “galleria Vecchio” è chiusa ed inutilizzata?».
Da qui l’appello conclusivo: «Per le attività commerciali si provveda invece a sostenere quelle poche attività che eroicamente riescono a resistere in Corso Vittorio Emanuele e si torni a pensare al “Valentini” come un grande teatro, motore di una rivitalizzazione del centro della città».
