L'associazione storico-culturale ViboInsieme sollecita il sindaco Elio Costa e la Soprintendenza a prestare maggiore attenzione a questa scoperta

di MICHELE LA ROCCA*

Le mura di Hipponion sono un unicum per grandiosità e imponenza costruttiva,  l'esempio più complesso e monumentale di architettura militare della Magna Grecia. Un tratto di circa trecento metri è ancora visibile grazie al lavoro effettuato dall'archeologo Orsi all'inizio del '900. Nel tratti riportato alla luce dall'archeologo roveretano si riscontrano almeno otto possenti torri circolari. Pochi conoscono però la loro esistenza e ancor meno conoscono la loro rilevanza storico-archeologica.

L'opera documenta l’importanza bellica ed economica che Hipponion  dovette avere tra il VI e il III secolo a.C.. La riscoperta di un altro tratto di mura che scende a valle verso viale De Gasperi, che idealmente andrebbe a ricongiungersi con la torre di piazza d'armi, ancora sotto terra, rappresenta un altro tassello importante per l'archeologia e per la storia della città. Questa cinta muraria, infatti, potrebbe rappresentare un continuum nel tracciato del parco archeologico di Hipponion- Valentia in fase di realizzazione. La copertura di questi reperti per lasciare spazio ad una striscia di asfalto, sarebbe un attentato gravissimo alla identità e alla storia cittadina e per la Magna Grecia.

Per questo il direttivo dell'associazione storico culturale ViboInsieme ha deciso di sollecitare il sindaco Elio Costa e la Soprintendenza a prestare maggiore attenzione a questa scoperta, chiedendo un incontro del quale fare partecipi le associazioni cittadine. Chiediamo che si valuti attentamente gli interventi da effettuare e che si interessi il Ministero per i Beni Culturali vista l'importanza e la rilevanza delle Mura Greche di Hipponion, ed anche la Regione Calabria.

Riteniamo che non sia possibile cancellare con un colpo di spugna una scoperta di tanta importanza, che potrebbe valorizzare ancora di più il patrimonio archeologico della città. Far vivere e rendere fruibile un tratto di mura greche, che diventerebbe di oltre cinquecento metri e agevolmente accessibile, sia necessario e archeologicamente inevitabile.

Apprendiamo con soddisfazione che laSoprintendenza e il Mibac non abbiano dato il nulla osta alla ripresa dei lavori di sotterramento. Ma saremo vigili e attenti che Vibo non subisca un altro danno alla sua identità e alla sua storia.
*Presidente Associazione Storico-Culturale ViboInsieme