Referendum costituzionale | Una lettera per il Sì dal segretario del Pd di Vibo
di STEFANO SORIANO*
Ho scelto di votare SI al prossimo referendum costituzionale del 4 dicembre perché ho letto la proposta di riforma. Non ho giudicato l’operato del governo Renzi, che pure ho apprezzato per diversi provvedimenti legislativi ultimi dei quali la legge sul capolarato e legge sulle unioni civili, ma ho letto la proposta di riforma.
Ho scelto di non lasciare che tutte le questioni aperte nel mio partito a livello locale, soggetti e comportamenti che non condivido compresi, influenzassero la mia scelta sul merito di una riforma che giudico da addetto ai lavori buona.
Voterò comunque Si perché il futuro dei miei figli è più importante del mio.
Il mio SI è un SI ragionato, su cui ho riflettuto, studiato e che pur trovando nel testo della riforma qualche elemento che ha accentuato la mia riflessione ha visto in questo testo un passo avanti e non uno indietro.
Con il mio SI, in Italia i decreti legge avranno contenuto specifico, omogeneo e corrispondente al titolo; verrà eliminato uno dei tanti enti inutili come il CNEL; ci sarà una parziale riduzione del numero dei parlamentari; sarà una sola camera a dare la fiducia; ritorneranno in capo allo Stato le competenze relative a cose per me fondamentali quali la sanità e la politica energetica; le leggi di iniziativa popolare avranno finalmente tempi certi per la discussione anche se saranno necessari un po’ più di firme per la presentazione ed in caso di referendum abrogativo presentato con 800.000 firme il quorum sarà della metà più uno dei votanti alle precedenti elezioni politiche.
Ho scelto di votare SI perché non ho alimentato il mio odio verso un sistema che spesso non dà risposte ma ho letto la proposta di riforma ed ho pensato che l’Italia deve cambiare a partire dalla Sua carta fondamentale, perché il sistema si può combattere non alimentando l’odio ma con proposte che cambiano le cose nella vita di tutti i giorni e che dal 5 dicembre un consigliere regionale sarà retribuito con la stessa indennità che spetta al sindaco capoluogo della sua regione.
Ho scelto di votare SI non perché il premier Renzi mi sta simpatico o antipatico. Non perché il NO è sostenuto da Grillo, Salvini, Berlusconi, Forza Nuova, Alemanno etc etc ma perché apprezzo questo proposta di riforma che, frutto di tanti compromessi dettati e votati anche da una parte di chi oggi vota NO, ci fa sperare in un paese leggermente migliore.
Voterò SI per i miei figli e per chi verrà, ho scelto di non ascoltare le mie tante ragioni di carattere personale che potrebbero farmi perdere di vista il momento storico e l’importanza di questa riforma per l’Italia.
Voterò SI con la testa perché, secondo me, oggi è quello di cui l’Italia ha bisogno.
Segretario di circolo Pd di Vibo Valentia
