"E’ sicuramente una buona notizia la pacata interlocuzione che l’amministrazione comunale di Vibo Valentia ha avviato con l’Italcementi sulle problematiche concernenti l’ormai dismesso stabilimento di Vibo Marina. Ho letto che la discussione con l’Azienda si è incentrata sulla bonifica del sito, ma anche di un auspicabile riutilizzo dell’opificio. Quella fabbrica rappresenta buona parte dello sviluppo di Vibo Marina e per settanta anni ha rappresentato la fonte di sostentamento di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie. Mai azienda situata nel territorio è stata più longeva e la sua dismissione è una ferita ancora aperta. Detto ciò, se io facessi parte della compagine che guida il Comune proporrei all’Azienda la stipula di una Convenzione che preveda l’utilizzo dell’area di Vibo Marina ed in sinergia col Comune di Stefanaconi l’utilizzo dell’area della ex cava lì localizzata". La proposta arriva da Luciano Prestia, noto sindacalista vibonese che aggiunge: "Oggetto della Convenzione, contratto in comodato d’uso gratuito dei due siti e l’utilizzo dei molti ettari ricadenti su Vibo Marina, nonché lo stabilimento per la realizzazione di un Parco Scientifico Tecnologico in modo che Vibo si riappropri dell’antica definizione di Città della Cultura aggiornandola ai tempi scientifici attuali. Parte dello stabilimento potrebbe essere usata oltre che come incubatore d’imprese, anche come luogo in cui le aziende nazionali di elevata tecnologia sviluppi idee e progetti assieme ai dipartimenti universitari italiani e di altri Paesi".

"Tale progetto, che lascio all’immaginazione di ognuno su cosa potrebbe rappresentare, è finanziabile coi fondi europei e prevede la realizzazione di un grande show room in cui troverebbero spazio le eccellenze del Vibonese: Agroalimentari, del mare e dell’intera filiera dell’economia blu, industriali ed artigiane, turistiche.
- la realizzazione di un centro dedicato alla convegnistica ed ai grandi congressi; la grandissima area verde potrebbe diventare un luogo in cui si pratichino gli sport all’aperto, oltre che area attrezzata in cui si possa trascorrere il tempo libero;  infine un’area in cui lo stabilimento si racconta attraverso ciò che era la vecchia fabbrica prima della ristrutturazione avvenuta negli anni novanta, con reperti di archeologia industriale e le testimonianze della storia di Vibo Marina con le sue lotte operaie".

"L’area di Stefanaconi, distante dal centro abitato, attraverso la realizzazione di una Piattaforma Intermodale Condominiale potrebbe essere il luogo di stoccaggio del rifiuto organico di tutta la provincia, dei materiali riciclabili e soprattutto il ciclo integrato del RAAE, attualmente inesistente da Napoli alla Sicilia.
Gran parte dei suddetti interventi potrebbero essere finanziati in regime di Project Financing o Joint Venture coinvolgendo anche la società Italcementi. Non mi dilungo oltre su ciò che tali praticabili realizzazioni, ove ci fosse la disponibilità, significherebbero, certamente sarebbe uno straordinario biglietto da visita della provincia, oltre che fonte di numerosissimi posti di lavoro in un contesto di sviluppo ecosostenibile".