Manca poco più di un mese e mezzo alla prima campanella – almeno nella maggior parte delle Regioni – ma è già corsa contro il tempo per le cattedre vacanti.

Perché quest’anno, per effetto dei pensionamenti di quota 100 che hanno svuotato le scuole, la partita è particolarmente complessa.



Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti  ha annunciato che saranno 58.627 le immissioni in ruolo di docenti, di cui 14.552 per il sostegno, ma l’avvio delle procedure, previsto per il 26 luglio, è slittato.

La macchina per l’assegnazione dei posti di ruolo e poi per la gestione delle supplenze – che sono circa 150mila ogni anno – è notoriamente complessa e, se non si stringono i tempi, il rischio è di vanificare le settimane di anticipo con cui il Miur è partito quest’anno.
Secondo quanto si apprende, diversi uffici scolastici si stanno portando avanti con il lavoro e stanno predisponendo le operazioni preliminari, con le istruzioni per la scelta della provincia da graduatoria di merito del concorso.
Ma il timore è che, come denunciano i sindacati, due posti ‘fissi’ su tre vadano persi – come già accaduto in passato – perché molte graduatorie sono prive di candidati: situazione che riguarda in prevalenza le disciplina scientifiche, tecniche e del sostegno agli alunni disabili.

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