Autobomba a Limbadi, pene ridotte in Appello (NOMI)
Sei imputati coinvolti nell'inchiesta Demetra 2, relativa all'autobomba che causò la morte del biologo Matteo Vinci avvenuta a Limbadi il 9 aprile del 2018, hanno ottenuto sconti di pena in seguito all'appello. La Corte di appello di Catanzaro, presieduta da Loredana De Franco con a latere Giovanna Mastroianni e Carmela Tedesco, ha modificato la sentenza del giudice distrettuale emessa il 26 luglio 2022.
Vito Barbara, 34enne di Spadola residente a Limbadi e genero di Rosaria Mancuso, già condannata all'ergastolo per essere stata considerata mandante dell'attentato, è stato condannato a 15 anni, 10 mesi e 20 giorni, una lieve riduzione di pena rispetto ai 16 anni inflitti in primo grado. Domenico Bertucci, 31enne di Spadola, ha visto la sua condanna ridotta da 8 a 6 anni e 11 mesi. Antonio Criniti, 34enne di Soriano, ha ottenuto una pena di 8 anni e 4 mesi anziché i 10 inflitti inizialmente. Filippo De Marco, 44enne di Soriano, ha ottenuto una condanna a 8 anni e 7 mesi, inferiore ai 10 anni e 8 mesi assegnati in primo grado.
Pantaleone Mancuso ha visto la sua condanna ridotta da 9 a 8 anni, 2 mesi e 10 giorni, mentre Alessandro Mancuso, 26 anni, è stato condannato a 7 anni e 8 mesi, mentre erano 9 gli anni inflitti in prima istanza. Va sottolineato che per gli ultimi due imputati in primo grado era caduta la principale accusa di omicidio. La Corte d'appello ha quindi rivisto le sentenze, applicando sconti di pena a seguito di una riconsiderazione delle prove e delle circostanze del caso.
