Un neo costituito gruppo finito ancora prima di iniziare l'attività politico-amministrativa. E' il caso proprio di dire: al Comune di Ionadi ne stanno succedendo "delle belle", o brutte, a seconda dei punti di vista. L'ex assessore Rosamaria Gullì, silurata dal sindaco Antonio Arena, finisce in un  gruppo autonomo creato dall'ex assessore Giuseppe Lo Bianco. Una presa di distanza dalla maggioranza, da parte di quest'ultimo, che rientra nello spazio di 24 ore. Lo Bianco, infatti, ci ripensa e rientra tra i ranghi dei "fedelissimi" di Arena.

"Credo che quanto accaduto nei giorni scorsi dia l’idea del basso profilo della “politica” al comune di Jonadi, condizionata da giochi di potere e trame da teatrino di infimo livello. Credo anche che i cittadini - è la versione di Rosamaria Gullì - sappiano distinguere e valutare le azioni e chi le compie. Su una cosa il consigliere Lo Bianco ha ragione: l’dea di formare un gruppo autonomo con la sottoscritta era sbagliata, non certo per le pretestuose argomentazioni da lui addotte sulla stampa ma perché era diverso lo spirito con cui si voleva creare una voce alternativa all’interno della maggioranza".

Da qui l'affondo: "Probabilmente il consigliere ex capogruppo e promotore non era poi così dispiaciuto di non essere più assessore, defenestrato appunto, se in una settimana ha cambiato bandiera liquidando il tutto con un messaggino whatsapp, dopo naturalmente aver dialogato nel frattempo col sindaco e il resto della “corte” . Questo modo di concepire e praticare la politica “a proprio servizio” non mi appartiene, perciò ringrazio il consigliere di avermi “liberato” da questa farsa. Quindi, nessuna amarezza né sorpresa, sebbene sono 6 mesi che non ricevo neanche una telefonata né dal sindaco e né da componenti della maggioranza. Stia sereno chi pensava che con questi mezzucci , i vari atteggiamenti provocatori, servizi fotografici postati sui social, estromissioni dai gruppi whatsapp, come se questo significasse di essere stata estromessa dalla maggioranza, con intento provocatorio e politicamente scorretto , io avrei lasciato per sfinimento il mio incarico di consigliere".

Dunque, l'impegno: "Mantenendo fede al mandato dei cittadini che col loro voto mi hanno assegnato un posto come seconda eletta tra gli scranni della maggioranza al consiglio comunale, è mia intenzione svolgere il mio ruolo da “consigliere indipendente”, un ruolo che il sindaco conosce bene dato che lo coniò e lo assunse proprio quando perse l’assessorato durante l’amministrazione Fialà. Io lavorerò per l’esclusivo interesse pubblico e sarò portavoce delle istanze dei cittadini per il bene comune, non certo per la maggioranza. Dietro ogni mia azione politico- amministrativa eserciterò , laddove necessario, il diritto di oppormi, di pensarla diversamente e di esprimere liberamente il mio pensiero, senza subire vessazioni, nella sede naturale dei consiglieri ovvero il civico consesso, in piena autonomia come ho sempre rivendicato durante l’espletamento dei miei incarichi, pur nel rispetto dei limiti , dei ruoli e delle competenze, anche se per questo sono stata tacciata dal sindaco di appartenere all’opposizione come se questo fosse alto tradimento, dimenticando che nella dialettica democratica l’opposizione è l’altra metà del consiglio che rappresenta i cittadini e non nemici giurati. Sbaglia chi pensa che dietro il mio silenzio ci sia rassegnazione o vittimismo o indifferenza, pensando così di “avermi fatto fuori”. Sul tavolo ho già pronte una serie di richieste e informative come ad esempio quella sui lavori di completamento del palazzo municipale e sulla direzione dei lavori che interessano la scala interna, pericolosa e non a norma perché i gradini hanno forte dislivello dopo gli ultimi lavori di adeguamento sismico e che per questo è stata sempre addotta come la causa del ritardo nello spostamento degli uffici dalla sede provvisoria alla sede naturale del municipio a Jonadi capoluogo. E causa di discussione ogniqualvolta ho posto la problematica nelle riunioni di maggioranza. Auspico - è la conclusione - in questo ultimo scorcio di legislatura un atteggiamento e un comportamento più maturo e rispettoso nei confronti di chi ha ricevuto un mandato come amministratore dai cittadini".