La psicologia delle pubblicità di gioco d'azzardo: perché sono così attraenti e come alimentano la ludopatia
Che tipo di ruolo hanno le pubblicità, in termini psicologici, verso i giocatori d’azzardo? E in che modo possono influenzare un giocatore che ha problemi di dipendenza?
Sicuramente le pubblicità possono stimolare un approccio propositivo nei giocatori che iniziano a mostrare le prime difficoltà, spingendoli a interagire maggiormente. Ma al tempo stesso l’effetto che i media potrebbero avere sull’intenzione di scommettere sono caratterizzate da valori molto bassi.
Di seguito parleremo del modo in cui un giocatore patologico può tutelarsi non solo rispetto alle pubblicità, ma anche all’azione di gioco partendo da strumenti offerti dai casinò autorizzati. Pensiamo per esempio ai limiti su depositi e scommesse, oltre alla possibilità di attivare o aggirare autoesclusione AAMS attraverso una serie di semplici passaggi.
La pubblicità e la psicologia del gioco
Notoriamente la pubblicità ha un ruolo chiave per veicolare un messaggio e sponsorizzare un prodotto. Si mostrano infatti dei messaggi positivi per cercare di scatenare la curiosità di chi sta ammirando quelle immagini. Ciò accade quotidianamente con diverse tipologie di prodotti e servizi, ma in che modo si crea questa interazione tra pubblicità e gioco d’azzardo? Facendo un salto indietro nel tempo, prima dell’entrata in vigore del Decreto dignità, le pubblicità del gioco presentavano due approcci diversi:
- Positivo: nell’invitare l’utente a interagire con piattaforme di intrattenimento per provare il brivido del gioco;
- Negativo: nel tentativo di correre ai ripari, oltre a presentare le piattaforme e gli operatori di gioco, si proponeva anche un quadro piuttosto negativo, sottolineando il rischio di dipendenza attraverso messaggi informativi diretti.
La valutazione emersa da diversi studi mostrava anche reazioni di piacere e interesse, poiché i consumatori percepivano la pubblicità del gioco d'azzardo come una forma di normalizzazione. Veniva quindi sdoganato come argomento e diventava per alcuni un incentivo per continuare a giocare. Ovviamente senza considerare probabilità di vincita, limiti, sessioni di gioco e molti altri aspetti chiave.
Il ruolo del Decreto dignità
Il Decreto dignità è stato presentato nel 2018, per cercare di limitare la ludopatia, considerato un problema che era in forte crescita. Perché proprio in quel periodo era stato registrato un aumento dei giocatori patologici esposti a grandi perdite e debiti. Solo nel 2017, il gioco d'azzardo, sfruttando anche l’espansione dei concessionari autorizzati dall’ADM, era riuscito a generare un giro d’affari pari a 84 miliardi di euro. E solo in Italia è emerso un forte aumento di casi di ludopatia e dipendenza patologica in quel periodo.
Per tutelare il consumatore è stato introdotto (articolo 8) un punto chiaro che vieta le pubblicità legate a giochi o scommesse con vincite in denaro. In questo modo sono decadute anche le sponsorizzazioni e le varie forme di contenuto promozionale legate a squadre sportive e soprattutto calcistiche. E infine è stato vietato di appendere manifesti o praticare promozioni via radio, qualsiasi media e attraverso il volantinaggio sul territorio.
A distanza di molti anni, è chiaro che il Decreto dignità abbia avuto un approccio positivo sul numero dei nuovi dipendenti, ma non è l’unico strumento ad avere un merito importante rispetto a questo risultato.
Frenare la pubblicità è stato importante, ma al tempo stesso ha scatenato una serie di problematiche che hanno toccato anche il settore calcistico in un momento molto delicato.
Quali sono i tratti per riconoscere un giocatore patologico
A 6 anni dall’introduzione del Decreto dignità però la ludopatia non è ancora interamente sconfitta. E parallelamente i numeri investiti dai giocatori sono raddoppiati: nel 2022 si è arrivati a una spesa di 136 miliardi, mentre nel 2023 a 150 miliardi di euro.
Una spesa enorme che racconta solo parzialmente il dato più allarmante, ovvero il numero di italiani affetti da dipendenza dell'azzardo, capace di superare il milione di unità. Ma in che modo si può riconoscere chi ha un problema di gioco patologico?
È stato possibile creare un profilo del giocatore ludopatico, lasciando così emergere quali sono i suoi comportamenti principali. In base alle ricerche, effettuate anche oltreoceano, un giocatore affetto da dipendenza presenta:
- Chiusura mentale;
- Stato depressivo;
- Impulsività;
- Un senso di sfiducia personale;
- La ricerca di forti emozioni.
Tutto ciò ci permette di tracciare i comportamenti e la personalità di una persona vulnerabile, che non riesce a gestire le sue sessioni di gioco e il suo denaro.
Conclusioni
La pubblicità del gioco d'azzardo avrebbe quindi un peso importante e potrebbe influenzare gli atteggiamenti di gioco. Il motivo principale è la percezione di normalizzare un’attività che rischia di portare a un forte tracollo se non viene approcciata con uno stile responsabile e consapevole.
Al contrario dell’Italia, dove la promozione è vietata per legge, in altri paesi si sfruttano le pubblicità per mostrare ai cittadini che il gioco d’azzardo può essere un hobby positivo, capace di favorire la condivisione di eventi sportivi locali e internazionali. Proprio per questa forte discrepanza sarà fondamentale continuare a ricercare nuove soluzioni che possono influenzare il settore autorizzato e regolamentato dall’ADM.
