Un racconto che non ha mai convinto gli investigatori si è sgretolato sotto il peso degli accertamenti tecnici. Quella che inizialmente era stata descritta come una tragica fatalità domestica si è trasformata, ora dopo ora, in una vicenda dai contorni ben più gravi.

Erano da poco passate le 18 del 4 marzo quando i soccorritori del 118 sono intervenuti nel quartiere Borgo Riccio, trovando l’uomo, Ogando, seduto a terra all’esterno di un piccolo appartamento ricavato da un ex negozio. Era gravemente ferito, quasi privo di sensi, con evidenti segni di una massiccia perdita di sangue. Trasportato d’urgenza in codice rosso all’Ospedale Maggiore di Parma, è stato sottoposto a un intervento chirurgico estremamente delicato. La ferita, profonda, aveva raggiunto anche un polmone. Nonostante gli sforzi dei medici, le sue condizioni sono precipitate nel corso della notte fino al decesso, avvenuto la mattina del 5 marzo.

Fin dai primi momenti, la compagna aveva parlato di un incidente. Ai sanitari e poi ai carabinieri aveva raccontato di essersi girata improvvisamente mentre cucinava, colpendo accidentalmente l’uomo che le si era avvicinato alle spalle per scherzare. Una versione ribadita più volte, senza esitazioni.

Ma le analisi del Ris e gli approfondimenti investigativi hanno raccontato altro. Gli elementi raccolti hanno escluso la dinamica accidentale, facendo emergere invece l’ipotesi di una reazione improvvisa e violenta. Un gesto che, secondo chi indaga, non sarebbe stato frutto del caso, ma di un momento di tensione sfociato nel dramma.