Omicidio ad Acquaro, la ricostruzione: "Così hanno ucciso Mazza" (VIDEO)
Alessandro Ciancio avrebbe sparato prima a Rosario colpendolo a morte e poi al fratello che ha implorato pietà: "Lasciami stare, io non c'entro"
di MIMMO FAMULARO
Velocità e collaborazione. Sono i due requisiti che hanno permesso ai carabinieri di chiudere il cerchio sull'omicidio di Rosario Mazza e sul ferimento del fratello Simone. Velocità nelle indagini con i carabinieri della Stazione di Arena che hanno subito indicato la strada giusta da seguire ai colleghi della Compagnia di Serra e del Nucleo investigativo di Vibo Valentia. Collaborazione dei cittadini di Acquaro che, in una realtà particolarmente complessa, sono andati controcorrente, mostrando fiducia nei carabinieri e aiutandoli a ricostruire la dinamica della sparatoria. Così il responsabile è stato individuato in meno di ventiquattro ore. Preziosissimi gli elementi forniti agli investigatori da chi ha assistito prima alla lite tra i Mazza e Ciancio e, poi, alla furia omicida.
Omicidio ad Acquaro, Rosario Mazza ucciso per uno schiaffo. Il fratello ha implorato pietà (VIDEO)
La sparatoria. Ecco come il capitano Ivan Mattia Losciale ha descritto ai microfoni di Zoom24 la dinamica dell'agguato avvenuto poco dopo le venti di venerdì scorso. Secondo la ricostruzione effettuata agli inquirenti dopo l’ennesima discussione, Ciancio sarebbe andato a casa, avrebbe preso la pistola calibro 6,35 e atteso i due fratelli in via Stramandinoli, all’altezza del Bar Italia. E’ qui che si è consumata la tragedia. Rosario e Simone sono sopraggiunti sul posto poco dopo le 20 a bordo della loro Fiat Punto. Hanno avuto solo il tempo di scendere dalla macchina e sono stati colpiti a colpi d’arma da fuoco. Rosario non ha avuto scampo. Un proiettile si è conficcato nella schiena mentre tentava la disperata fuga. Simone è stato invece attinto alla gamba, al fegato e al diaframma. Sei i proiettili esplosi, quattro quelli andati a segno. Tre hanno colpito il fratello più piccolo che ha implorato pietà mentre era a terra: “Lasciami stare – avrebbe detto – io non c’entro nulla”.
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