Estorsione: clan Soriano di Filandari, Dda chiede un rinvio a giudizio
Estorsione aggravata dalle modalità mafiose. Questa l'accusa per la quale il pm della Dda di Catanzaro, Camillo Falvo, ha chiesto al gup distrettuale il rinvio a giudizio nei confronti di Gaetano Soriano, 52 anni, ritenuto al vertice dell’omonimo clan di Pizzinni di Filandari, nel Vibonese.

Secondo l'accusa, l'estorsione sarebbe stata compiuta ai danni di un proprietario terriero di Filandari, con Gaetano Soriano che avrebbe rivendicato il terreno come proprio non permettendo al legittimo proprietario di mettervi piede e neanche di rientrare in possesso di diversa legna lì ammassata e derivante dalla potatura degli alberi di ulivo. I fatti risalgono allo scorso anno. Il 25 marzo scorso a dare esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare era stata la Guardia di Finanza. Il 27 aprile, però, in accoglimento di un'istanza degli avvocati Giovanni Vecchio e Pamela Tassone, il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha annullato l’aggravante delle modalità mafiose nel reato di estorsione contestato a Gaetano Soriano, ritenuto a a capo dell’omonimo clan unitamente al fratello Leone Soriano. Il venir meno delle aggravanti ha permesso a Gaetano Soriano di lasciare il carcere per gli arresti domiciliari.
Gaetano Soriano è rimasto coinvolto unitamente al fratello Leone, al figlio ed al nipote, nell’operazione antimafia denominata “Ragno”. Di recente la Cassazione ha annullato anche nei suoi confronti la condanna di secondo grado (15 anni e 9 mesi di carcere) ordinando un nuovo processo d’appello. (g.b.)
