'Ndrangheta, scacco ai beni dei clan: sequestrato patrimonio milionario
Un'impresa, 12 immobili, rapporti finanziari e quote societarie, per un valore di oltre 2 milioni di euro, riconducibili a Domenico Musolino, 44 anni, ritenuto contiguo alle cosche di 'ndrangheta, sono stati sequestrati stamane dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria
L'imprenditore compare in vari procedimenti tra cui “Rupes”, nel cui ambito è stato rinviato a giudizio per associazione per delinquere finalizzata al compimento di reati contra la Pubblica Amministrazione, concorso in turbata libertà degli incanti, con l’aggravante dalla finalità di agevolazione mafiosa;
“Camaleonte”, nel cui ambito è stato rinviato a giudizio per concorso in corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, nonché per associazione per delinquere aggravata dalla finalità di agevolazione mafiosa; “A ruota libera”, nel cui ambito è stato rinviato a giudizio, tra l’altro, per concorso in truffa aggravata ai danni di un Ente locale e frode nelle pubbliche forniture, attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, nonché per associazione per delinquere aggravata dalla finalità di agevolazione di associazione mafiosa.
Il patrimonio. Alla luce di tali risultanze, il Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (Gico) del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Reggio Calabria, ha effettuato su delega della locale Dda - con il coordinamento del Procuratore Aggiunto Calogero Gaetano Paci e del Sostituto Stefano Musolino - mirate indagini economico-patrimoniali sul conto del proposto e del suo nucleo familiare. In tale contesto, valorizzando le funzioni proprie della Guardia di Finanza nella prevenzione e contrasto ad ogni forma di infiltrazione della criminalità nel tessuto economico del Paese, l’attività investigativa ha consentito di accertare la sussistenza di una significativa sproporzione tra il profilo reddituale e quello patrimoniale del proposto e del suo nucleo familiare.
Inevitabilmente, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, ha disposto nei confronti dell’imprenditore il sequestro del relativo patrimonio "illecitamente" accumulato
