Calabria tra nostalgia e riscatto: il botta e risposta tra un manager emigrato e Occhiuto
Lettera al Governatore: «In Friuli il lavoro si trova con i Recruiting Day, la nostra terra merita di più». La replica: «Basta con la sindrome di Calimero, la Calabria sta cambiando»

Un "groppo in gola" e la voglia di tornare, contro la rivendicazione di risultati raggiunti e il rifiuto di una narrazione basata solo sui problemi. È un confronto serrato, intriso di emotività e politica, quello andato in scena tra Gianpiero Ieracitano, Food and Beverage Manager calabrese da anni residente in Friuli Venezia Giulia, e il presidente della Regione Roberto Occhiuto.
Tutto nasce da una lettera aperta di Ieracitano, che racconta la sua esperienza professionale lontano da casa. Colpito dall'efficienza di un Recruiting Day organizzato dalla Regione Friuli per il settore turistico, il manager ha deciso di scrivere al Governatore Occhiuto per dare voce al dolore di chi ha dovuto fare le valigie: «Non siamo andati via perché volevamo farlo — scrive Ieracitano — ma perché non abbiamo trovato motivi sufficienti per restare. Fa male vedere altrove quello che potrebbe esistere anche a casa nostra». Il manager punta il dito contro un potenziale turistico calabrese straordinario ma, a suo dire, ancora inespresso e in perenne ritardo rispetto alla concorrenza.
Non si è fatta attendere la risposta del presidente della Regione, che ha scelto di replicare punto su punto, respingendo l'immagine di una Calabria "ferma al palo". «Sono consapevole che restano molti problemi — premette Occhiuto — ma i Recruiting Day non sono una novità mai vista qui: ne abbiamo organizzati numerosi, portando in Calabria aziende pronte ad assumere centinaia di giovani».
Il governatore ha poi sfoderato i dati a sostegno della sua tesi, citando il successo del brand "Calabria Straordinaria" e, soprattutto, i numeri degli scali calabresi: «Nel 2025 abbiamo superato il record storico di 2 milioni di passeggeri, con l'aeroporto di Reggio Calabria che è il primo in Europa per crescita. Tutto questo si traduce in lavoro e sviluppo».
Il passaggio più duro della risposta di Occhiuto riguarda però l'atteggiamento culturale verso la propria terra. Il governatore ha espresso rammarico nel leggere una visione «così negativa» della Calabria da parte di un giovane preparato, definendola figlia di una mancanza di conoscenza dei cambiamenti in atto. «Oggi le opportunità per i giovani meritevoli esistono anche qui — ha concluso il Presidente — ma serve guardare al futuro con ottimismo, abbandonando quella che sembra la solita sindrome di Calimero. La Calabria non è più solo una terra di problemi, ma di opportunità».
