Polemiche sulle risorse provenienti dalla gestione dell'accoglienza destinate al fondo per i dirigenti dopo la denuncia del consigliere comunale di Forza Italia 

Il "bonus gratitudine" continua a tenere banco. E soprattutto quanto denunciato dal consigliere comunale dei Liberali per Vibo, Giuseppe Muratore, al quale ha replicato la dirigente comunale, non è passato inosservato. Se, infatti, parte delle risorse della gestione dell'accoglienza, sono finite nel fondo per dirigenti comunali di Vibo Valentia, il coordinatore regionale di Azione identitaria Calabria, Igor Colombo, ha deciso di vederci chiaro, chiedendo al Prefetto "se esistono a questo punto i presupposti per inviare nel comune vibonese una commissione d’accesso agli atti". Parte da una certezza, in particolare, Colombo, ossia che "ormai è abbastanza chiaro a tutta l’opinione pubblica che il fenomeno immigrazione sia diventato un business a tutti gli effetti ed il ruolo che ricoprono i Comuni in Italia deve essere quello della disponibilità ad accogliere il più possibile e creare una rete di progetti, come gli Sprar, per garantire da un lato l’accoglienza e dall’altro ricevere finanziamenti che altrimenti non potrebbero esserci ed in un Comune in dissesto tutto ciò può rappresentare una vera e propria boccata d’ossigeno". E questo, per l'esponente di Azione identitaria è il "ricatto che l’Ue, attraverso il governo centrale, sta mettendo in atto da qualche anno" e, chiosa, "quanto è avvenuto recentemente nel comune di Vibo Valentia ha veramente del grottesco".

Il bilancio. Si scopre, infatti, spiega "che non solo nel Bilancio comunale esiste una voce chiamata “Bonus gratitudine”, trasferimenti per sbarchi non finalizzati, ma si viene a sapere, grazie alla denuncia di un presidente di commissione, dell’esistenza di finanziamenti che ammontano ad oltre 130 mila euro e che sono stati distratti per pagare dirigenti comunali già lautamente pagati e tutto questo sulle spalle di una comunità come quella vibonese che negli ultimi anni sta pagando a caro prezzo sia l’accoglienza indiscriminata e sia altri problemi, primo fra tutto l’emergenza rifiuti". Particolare di non poco conto per Colombo, convinto che il motivo per cui le "amministrazioni comunali non si oppongono al business accoglienza sta proprio in queste aberranti situazioni, dove, pur di ricevere finanziamenti che vanno a rimpinguare le tasche di politici e dirigenti, si fa soffrire ai propri cittadini la gravosa situazione di una città che vive difficoltà quotidiane nel silenzio più totale e dove purtroppo la disoccupazione continua a crescere".

Appello alle Istituzioni. Da qui, la decisione di intervenire: "Quanto è venuto fuori a Vibo Valentia – incalza - non può lasciare indifferenti organi istituzionali competenti come la magistratura e la Prefettura stessa" e per questo Colombo si rivolge al Prefetto Guido Longo per chiedere "se esistono a questo punto i presupposti per inviare nel comune vibonese una commissione d’accesso agli atti, al fine di verificare la corretta gestione amministrativa presso il Comune di Vibo Valentia, in cui, negli ultimi anni, stanno giungendo cospicui finanziamenti relativi proprio all’accoglienza immigrati, restando comunque una situazione di emergenza, e dove somme importanti di denaro vengono distratte". Chiede chiarezza, dunque, anche perché si domanda come sia stato possibile che "in tutta questa grottesca situazione, il Consiglio comunale con il sindaco in testa, il quale lo scorso 3 agosto ha approvato l’assestamento di Bilancio, non siano accorti di questa distrazione di somme cospicue a favore dei dirigenti, soldi – conclude - buttati e sprecati che farebbero di sicuro comodo alle politiche sociali in città a favore delle famiglie vibonesi e per tutta una serie di emergenze come la messa in sicurezza di un territorio già duramente colpito in passato dalle calamità naturali e dal problema rifiuti che investe Vibo Valentia da diversi anni".

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