Rinascita, Pittelli in carcere. Anm: "Tribunale di Vibo come quelli egiziani? Offensivo"
"Con riferimento all’articolo pubblicato in data odierna sul quotidiano 'Il Riformista', dal titolo 'Pittelli in cella per la terza volta. Il reato: Ha scritto una lettera”, la Giunta Sezionale dell’ANM (Associazione nazionale magistrati, ndr) evidenzia che non sono accettabili, pur nella libertà di critica, le affermazioni in esso contenute, volte a mettere in dubbio l’autonomia e l’indipendenza tanto dell’organo requirente quanto dell’organo giudicante impegnati nella trattazione del processo Rinascita-Scott, alludendo a presunte finalità politiche alla base dell’ordinanza di aggravamento della misura cautelare nei confronti dell’imputato Giancarlo Pittelli". Così in una nota la Giunta sezionale dell’ANM di Catanzaro, che aggiunge: "L’articolo menzionato giunge finanche a mettere sullo stesso piano la misura cautelare adottata dal Tribunale di Vibo Valentia nei confronti di Giancarlo Pittelli con lo stato di detenzione di Patrick Zaki e accosta il Tribunale di Vibo Valentia ad un tribunale egiziano".
Si tratta di "raffronti questi gravemente offensivi nei confronti dei colleghi e privi di qualsivoglia fondamento, come dimostra il fatto che l’imputato potrà ricorrere avverso il suddetto provvedimento con i mezzi di impugnazione previsti dal nostro ordinamento".
"Le affermazioni in esso contenute, tralasciando le motivazioni giuridiche alla base della decisione giudiziaria, mirano ad instillare il dubbio che la stessa sia ispirata da logiche estranee e diverse da quelle proprie dei fini di giustizia e a confondere in tal modo l’opinione pubblica. La Giunta sezionale - conclude la nota - assicura vicinanza e sostegno ai colleghi requirenti e giudicanti impegnati quotidianamente nella celebrazione del suddetto processo, certa che la loro autonomia, indipendenza e imparzialità non saranno incise da attacchi violenti e ingiustificati".
