Sanità, c'è l'accordo tra il commissario Scura e gli infermieri sulle assunzioni
Cgil, Cisl e Uil non sottoscrivono il verbale e abbandonano il tavolo delle trattative. Al piano aderiscono solo gli autonomi. Sindacati divisi e spaccati
E’ finito con reciproche accuse ed insulti, l’incontro messo in calendario dal commissario Massimo Scura per tentare di mettere un punto fermo alle procedure di assunzioni nel comparto sanitario. Se l’annuncio della prossima indizione del concorsone, che avrebbe finalmente aperto le porte di un contratto a tempo indeterminato a tutti coloro i quali avevano ottenuto un titolo di laurea nelle discipline mediche e infermieristiche dopo il 2009, ha gettato allarme tra i precari e idonei inseriti in precedenti graduatorie, ieri si è finalmente raggiunto un parziale accordo con le organizzazioni sindacali. Solo parziale perché non tutte le sigle sindacali che hanno preso parte al tavolo di concertazione hanno alla fine sottoscritto il documento. La Cgil, la Cisl, la Uil e la Nursind hanno infatti deciso di prendere le distanze dopo una discussione protrattasi per oltre cinque ore e dai toni a dir poco accesi.
Al via le stabilizzazioni. Con l’accordo sottoscritto ieri le aziende sanitarie regionali vengono autorizzate a procedere con le stabilizzazioni del personale a condizione di sottoporre, chi non l’abbia ancora sostenuto, a un regolare concorso. Il 50% della quota di assunzioni accordata ad ogni singola azienda sarà riservata alla stabilizzazione dei precari e la procedura dovrà essere attivata entro 30 giorni dalla sottoscrizione dell’accordo.
Gli idonei inseriti in graduatorie pregresse. Potranno dormire sonni sereni gli infermieri che figurano nella graduatoria del “Pugliese-Ciaccio” tuttora in vigore. Il personale infermieristico che aveva annunciato di impugnare il concorsone non appena fosse stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale ha infatti ottenuto garanzie che la graduatoria verrà esaurita prima di procedere all’approvazione di quella originata dall’espletamento del concorsone.
No alle percentuali. Non tutte le sigle sindacali però si sono trovate alla fine d’accordo con il metodo Scura. La Cgil, la Cisl e la Uil hanno infatti criticato duramente l’impostazione delle procedure da parte della struttura commissariale perché priva di un piano assunzionale basato sui numeri comunicati dalle varie aziende e relative all’effettivo fabbisogno. “Per dare concretezza ed attuazione alle assunzioni e alle stabilizzazioni – hanno chiarito Antonio Bevacqua e Alfredo Iorno – è necessario integrare alla proposta, gli atti deliberativi delle aziende sanitarie e ospedaliere contenenti il piano annuale delle assunzioni e il fabbisogno triennale”.
Referendum su Scura. Quello che era quindi un incontro per concertare le modalità di assunzioni in sanità si è alla fine trasformato in una resa dei conti tra le organizzazioni sindacali e il commissario Scura. Con tutta evidenza non era stata ancora digerita la “sconvocazione unilaterale” della precedente riunione e l’incontro è così ben presto degenerato scivolando su reciproche accuse e insulti. Le organizzazioni confederali hanno quindi minacciato di non sottoscrivere l’accordo mentre il commissario ha chiarito che in assenza di concertazione si sarebbe in ogni caso proceduto a suon di decreti. La partita si è chiusa così sul 6 a 2: su sei organizzazioni sindacali presenti solo due hanno sottoscritto l’accordo (Fials e Nursing up).
Sanità, sindacati nella bufera. Gli infermieri contro Cgil, Cisl e Uil (LEGGI QUI)
