Abbandono della scuola e bambini poveri, la Calabria tra le ultime regioni d'Italia
Se da una parte sono triplicati i minori in povertà assoluta, dall’altra negli ultimi dieci anni si sono ridotti gli investimenti nella spesa sociale per l'infanzia e per l’istruzione allargando le disuguaglianze. Solo nel 2018, ben 453 mila bambini di età inferiore ai 15 anni hanno dovuto beneficiare di pacchi alimentari. E’ uno dei dati contenuti nel X Atlante dell’infanzia a rischio di Save the Children.
La pubblicazione, a cura di Giulio Cederna, e dal titolo "Il tempo dei bambini", traccia un bilancio della condizione dei bambini e adolescenti in Italia negli ultimi dieci anni; quest’anno viene presentata in contemporanea in dieci città italiane (Roma, Milano, Torino, Udine, Ancona, Napoli, Bari, Reggio Calabria, Catania e Sassari) in occasione della nuova edizione della campagna "Illuminiamo il futuro" per il contrasto alla povertà educativa.
Il dato della Calabria. L’Italia, sottolinea l’organizzazione, resta uno dei Paesi europei che investe meno nell’infanzia, con divari tra le diverse regioni: basti pensare che, a fronte di una spesa sociale media annua per l’area famiglia e minori di 172 euro pro capite per interventi da parte dei comuni, la Calabria si attesta sui 26 euro e l’Emilia Romagna a 316. La crisi economica ha avuto un impatto anche sull'aumento della denatalità. Nel 2008, in Italia i minori erano il 17,1% della popolazione residente, mentre nel 2018 sono ridotti al 16.2%. A compensare solo parzialmente questo fenomeno, la crescita del numero di bambini e ragazzi di origine straniera presenti in Italia: nel 2008 erano poco più di 700.000 e a dieci anni di distanza sono oltre un milione. Oggi più di un residente minorenne su 10 in Italia ha la cittadinanza straniera.
