"La crisi politica ed amministrativa in atto è frutto della debolezza profonda del sindaco di Vibo Limardo incapace di difendere e garantire i suoi più fidati assessori ed in particolare il vicesindaco sul quale il primo cittadino aveva “messo la faccia” sin dalle prime battute di questa consiliatura. Le ragioni di tale debolezza sono frutto della storia recente di questo sindaco, scelto non già per interpretare una nuova stagione di stabilità e rinnovamento, ma scelto in via del tutto occasionale". Lo scrive in una nota il consigliere comunale di "Azione" Stefano Luciano.

Lo stesso aggiunge: "Un sindaco frutto dunque di un’alleanza frettolosa ed improvvisata tra gruppi e forze politiche, che dopo avere ricevuto da Città Futura il contributo fondamentale per vincere al primo turno, ha poi “ripudiato” tale contributo, per ragioni mai chiarite ma che trovano però conferma nella mancata difesa del consigliere regionale di riferimento di tale gruppo in occasione della sua mancata candidatura. Da qui, l’azione politica di tale gruppo che nel richiedere la rimodulazione della giunta rivendica spazio e rappresentanza quasi esclusiva per dimostrare il peso specifico e numerico e pone il Sindaco nelle condizioni di rinunciare ai suoi assessori di riferimento".

Queste, secondo Luciano, "sono le vere ragioni della crisi in atto, non già l’inesistente “ansia di partecipazione” evidenziata dal sindaco e smentita dai fatti che non hanno visto nessun consigliere comunale fuori dal perimetro della maggioranza aderire alla stessa. Un sindaco incapace di affrontare la sfida politica, indebolita dalla mancanza di risultati amministrativi da rivendicare, indebolita dalla mancata presa di posizione di Forza Italia a sua difesa, indebolita dal fallimento del tentativo di allargare la maggioranza al gruppo di “Coraggio Italia” che ha deciso di rimanere all’opposizione, indebolita dalla dignità delle donne forti provenienti dal consiglio comunale e dalla politica attiva che hanno dimostrato, con azioni concrete di arrestare un processo di omologazione verso il basso e di rilanciare la proposta politica ed amministrativa prendendo le distanze da un modo di fare politica che ha portato la città a vivere il peggiore momento storico degli ultimi trent’anni; il riferimento è ai consiglieri Elisa Fatelli, Lorenza Scrugli, Giusy Colloca, Katia Franzè ed ovviamente Laura Pugliese esponente dell’opposizione sin dalla fase inziale di questa esperienza amministrativa che ha condotto unitamente al sottoscritto delle importanti battaglie a favore dei cittadini vibonesi. Così come il riferimento è alle esponenti politiche Claudia Gioia e Samantha Mercadante".

Da qui le conclusioni: "Questa dignità e questo entusiasmo delle donne vibonesi presenti in politica rappresentano il vero elemento di novità sotto il cielo della politica cittadina ed è da qui che con intelligenza ed equilibrio occorre ripartire per costruire il futuro, con la consapevolezza che alla fine la nuova giunta sarà nominata, ma sarà una giunta di decantazione e non di prospettiva, utile a prendere tempo e non a rilanciare un’amministrazione che oramai, dopo tre anni, ha fallito la sua missione e non appare più credibile agli occhi dei cittadini. Concludo evidenziando che come spesso è accaduto, dopo le mie considerazioni qualche consigliere di maggioranza o qualche esponente politico su sollecitazione del sindaco proverà ad organizzare una difesa di quest’ultima, con qualche comunicato di replica, ma sarà, semmai dovesse accadere, una difesa tardiva e strumentale. La vera difesa il sindaco l’avrebbe dovuta ricevere a fronte della richiesta di rimuovere il proprio vice Sindaco, suo uomo di fiducia, ed invece non solo è stata lasciata sola, ma è destinata a cedere tutto per evitare una fine infausta, salvo uno scatto di orgoglio che non è solo auspicabile ma anche opportuno per un rappresentante istituzionale che dovrebbe esprimere il meglio di una città la cui storia anche recente è stata segnata da persone di alto valore politico e personale".