"Dopo tutto quello che mi hanno fatto sono pessimista". E' quanto ha dichiarato in un'intervista al quotidiano comunista "Il Manifesto" il sindaco di Riace, Mimmo Lucano, a proposito dell'udienza del riesame oggi al Tribunale di Reggio Calabria per la revoca degli arresti domiciliari dove si trova con l'accusa di per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e fraudolento affidamento dei servizi della raccolta differenziata nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla guardia di finanza sotto il coordinamento della Procura di Locri.




Le accuse a Minniti e Salvini. Aveva sempre escluso la matrice politica della vicenda che lo vede coinvolto, oggi però il sindaco sospeso cambia versione: "Sono vittima di un disegno ben preciso che parte da lontano e che prescinde anche dalla magistratura. La manovra è tutta politica ed è bipartisan, riguarda il vecchio e il nuovo inquilino del Viminale". Chiaro quindi il riferimento a Marco Minniti e a Matteo Salvini. "Il primo di essi - spiega Lucano - è un signore che aspira oggi incredibilmente a fare il segretario del Pd. Ma sai che io non dormo la notte a pensare la fine che fanno i migranti rinchiusi nei campi libici dopo gli accordi firmati proprio da Minniti con le milizie di Tripoli? C'è un nostro ospite qui a Riace, Kasai, che ripetutamente mi rammenta le ore di inferno passate in quei lager e mi chiede incredulo come sia possibile che l'Italia cooperi con questi aguzzini libici. A me contestano un matrimonio che hanno definito 'combinato' anche se di combinato non c'è nulla, ma a Minniti perché non viene mai contestata l'ecatombe di migranti in Mediterraneo o la deportazione di africani nei campi di tortura libici? La risposta io ce l'ho: perchè noi siamo gli ultimi, e non contiamo nulla. Ma verrà il tempo in cui questi ultimi, questi 'zero' come mi ha affettuosamente definito Salvini, si ribelleranno. Salvini - prsegue - è ossessionato da tutto ciò che è umano, prendiamo la crociata contro quelli che lui spregevolmente definisce negozi etnici oppure pensiamo al caso delle mense scolastiche. Con lui c'è una regressione della coscienze. La barbarie non è mai stata così vicina come con questo governo"




La vendetta degli ispettori. Nell'intervista Lucano parla delle ispezioni alle quali è stato sottoposto negli ultimi mesi e attacca il Ministero: "Dal Viminale ho avuto solo delusioni in questi mesi. La procedura degli Sprar è falsata. Contro di me c'è stata una vendetta di alcuni ispettori e di alcuni pezzi grossi del servizio Sprar. Io non mi sono voluto adeguare ai loro metodi e loro hanno contraccambiato diffamando l'esperienza di Riace, buttando fango e fiele".

Il giorno del giudizio. Il sindaco di Riace è arrivato intorno alle 8.30 negli uffici del Tribunale del Riesame di Reggio Calabria, dove è in discussione l'istanza di revoca degli arresti domiciliari ai quali il primo cittadino è sottoposto dal 2 ottobre scorso per favoreggiamento dell'immigrazione e abuso d'ufficio. Accompagnato dal suo avvocato, Andrea Daqua, ed atteso dai giornalisti, Lucano è passato senza rilasciare dichiarazioni. L'area del centro direzionale che ospita gli uffici giudiziari è stata interdetta alla presenza di eventuali manifestanti. Un sit-in di solidarietà è previsto per le 17 davanti alla sede della Prefettura. C'è anche Tesfahun Lemlem, compagna di Lucano, negli uffici giudiziari di Reggio Calabria. La donna è a sua volta indagata e sottoposta ad un divieto di dimora nella cittadina calabrese. Tesfafum Lemlem, che ha presentato a sua volta istanza di revoca del provvedimento, ha raggiunto gli uffici giudiziari poco dopo il primo cittadino.