Tangenti per accelerare lavori e pratiche, in Calabria arrestati funzionari comunali e imprenditori (NOMI)
Secondo gli investigatori sarebbero stati documentati scambi di denaro e favori nell’ambito di procedure legate a opere pubbliche

Quattro persone sono state arrestate nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Reggio Calabria che ipotizza un sistema corruttivo legato alla gestione di appalti pubblici e autorizzazioni amministrative. Tra gli indagati figurano due dipendenti dell’ufficio tecnico comunale e due imprenditori operanti nel settore edilizio.
L’operazione è stata eseguita dagli agenti della Squadra Mobile e del Servizio centrale operativo in esecuzione di un’ordinanza cautelare emessa dal gip su richiesta del procuratore Giuseppe Borrelli. In carcere è finito Arturo Arcano (1963), dipendente comunale, mentre ai domiciliari sono stati posti Giancarlo Cutrupi (1965), dipendente comunale, Demetrio Cama (1975), imprenditore, e Antonino Scopelliti (1989), imprenditore.
Secondo quanto emerso dalle indagini, all’interno del settore Grandi opere e Lavori pubblici sarebbe stato creato un sistema basato su procedure amministrative manipolate e agevolazioni a favore di alcune imprese private. I due funzionari pubblici, secondo l’accusa, avrebbero messo la propria funzione al servizio di interessi privati ottenendo indebiti vantaggi economici.
Tra gli episodi al centro degli accertamenti compare anche la gestione dell’appalto relativo all’ex cinema Orchidea, immobile destinato alla realizzazione di un polo museale. Gli investigatori ritengono che sarebbero state accelerate pratiche relative agli stati di avanzamento lavori, alle varianti progettuali e ai successivi pagamenti alle imprese coinvolte.
Nel corso delle attività investigative sarebbero state inoltre videoregistrate diverse consegne di denaro tra imprenditori e pubblici ufficiali. Il gip ha disposto anche il sequestro preventivo delle società ECOLOG Italia srl e AS Costruzioni srl, ritenute strumentali alla commissione dei reati contestati e beneficiarie dei presunti profitti illeciti.
Le indagini proseguono per verificare eventuali ulteriori responsabilità e ricostruire l’estensione del sistema corruttivo ipotizzato dagli investigatori.
