Scarichi fognari fino al mare, la Capitaneria di porto di Vibo sequestra un'area di 60metri quadrati
L'operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica, è scattata a seguito di un'attenta attività di monitoraggio del territorio
Non si ferma l'attività di contrasto ai reati ambientali lungo la costa calabrese. In una nuova e incisiva operazione, il personale della Capitaneria di Porto di Vibo Valentia, agendo in perfetta sinergia con i militari del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza e i tecnici dell’Arpacal, ha apposto i sigilli a un’area di circa 60 metri quadrati nel Comune di Lamezia Terme.
L'operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale lametino, è scattata a seguito di un'attenta attività di monitoraggio del territorio. I militari hanno individuato una massiccia presenza di reflui fognari all’interno dei canaloni che costeggiano via Europa, nel quartiere di Sant’Eufemia.
Le indagini hanno permesso di ricostruire il tragitto dei liquami con precisione chirurgica. Risalendo i canali, gli uomini della Guardia Costiera hanno scoperto, celato da una fitta vegetazione, un chiusino al di sotto del quale era stato praticato un foro. Da questa apertura fuoriuscivano grandi quantità di reflui fognari che, percorrendo i canaloni paralleli alla strada, confluivano nel torrente Cantagalli per poi sfociare direttamente in mare.
Un meccanismo che rappresentava, secondo gli inquirenti, un grave rischio per l’ecosistema marino costiero, minacciando la salute delle acque proprio in vista della stagione balneare.
A confermare la gravità della situazione sono stati i rilievi tecnici effettuati dall’Arpacal. Le analisi di laboratorio hanno riscontrato valori altissimi di Escherichia coli, non solo nel punto esatto della fuoriuscita ma anche alla foce del fiume Bagni. L’area di 60 mq, sotto la quale insiste il tratto di rete fognaria interessato, è stata posta sotto sequestro preventivo. "Al momento — fanno sapere dal comando — sono in corso le indagini da parte del gruppo interforze ambientale per individuare le precise responsabilità di questo scempio".
