Associazione Imprenditori “SII” delle Serre: “Riaprire subito la Sp 53 e intervenire su tutta la rete viaria"
“Non accetteremo altri rinvii, ogni ora che passa è danno concreto”, la lettera aperta inviata al Presidente della Provincia
L’Associazione Imprenditori “SII — Serre Impresa e Innovazione” ha inviato una lettera aperta al Presidente della Provincia di Vibo Valentia, denunciando la chiusura da oltre due mesi della SP 53 e chiedendo interventi immediati e concreti su tutta la rete viaria interna delle Serre.
“Se non lo avesse appreso prima, lo avrà certamente saputo in occasione della cerimonia di apertura del famoso ‘Valico dello Scornari’, un ‘Valico’ verso il nulla, o meglio verso il disastro, causato sì dal maltempo ma aggravato dall’incuria e dall’indifferenza cronica verso il territorio delle Serre, da tempo a Lei oramai sconosciuto”, scrivono i rappresentanti dell’Associazione.
La lettera sottolinea come la chiusura della SP53 rappresenti “un’aggressione ai diritti fondamentali dei cittadini delle Serre. Sanità, lavoro, servizi ed economia non sono privilegi, ma diritti che l’Istituzione ha il dovere di garantire. La palese indifferenza finora dimostrata è vergognosa, insopportabile e va immediatamente interrotta”.
Vengono citati i comuni maggiormente colpiti: Nardodipace, Fabrizia, Mongiana, Serra San Bruno, Spadola, Brognaturo, Simbario, Vallelonga, San Nicola da Crissa e l’intero territorio circostante. “Le imprese e gli operatori economici subiscono quotidianamente danni ingenti, gli autotrasportatori sono costretti a fare giri infiniti per raggiungere le aziende, e i cittadini, in particolare ammalati e anziani, sono esposti a rischi inaccettabili”, si legge.
L’Associazione ricorda anche lo stato di dissesto delle altre arterie interne: ex SS110 chiusa dal 2018, SS182 non percorribile per autoarticolati a Sorianello, SP9 impraticabile ai mezzi pesanti, SP54 in totale abbandono.
Secondo “SII”, la difficoltà di accesso al territorio delle Serre genera danni economici e sociali diffusi, tra cui crollo delle presenze turistiche, riduzione degli investimenti, difficoltà di accesso ai siti culturali e naturalistici, aumento dei costi di trasporto, rischio per la sicurezza dei residenti e dei turisti, e perdita di posti di lavoro stagionali e permanenti.
“È ora di finirla con le promesse, le scuse, i continui rinvii e gli scaricabarili sulle responsabilità. Noi in questa terra ci abbiamo creduto e ci abbiamo investito i nostri anni, i nostri soldi e ogni risorsa disponibile. Questo modo di fare dell’Ente da Lei presieduto è inaccettabile”, scrivono i rappresentanti di “SII”, sottolineando l’adesione del Sindaco di Serra San Bruno al dissenso.
