Estorsioni ed usura: operazione "Odissea", assoluzioni a Vibo Valentia
Assolti perchè il fatto non sussiste. Si è concluso con tale formula assolutoria un troncone del processo celebrato con rito ordinario e nato dall'operazione denominata "Odissea" scattata nel settembre del 2006. Il Tribunale collegiale di Vibo Valentia (presidente Lorenzo Barracco, a latere i giudici Graziamaria Monaco ed Anna Moricca) ha assolto Mario De Rito, 41 anni, di Vena di Jonadi, e Giuseppe Pandullo, 47 anni, di Jonadi, entrambi difesi dall'avvocato Diego Brancia.

Le accuse. De Rito e Pandullo rispondevano in concorso di estorsione aggravata nei confronti dell'imprenditore di Briatico (ed attuale testimone di giustizia) Giuseppe Grasso. Il solo Giuseppe Pandullo era poi accusato di un'altra estorsione e di usura ai danni sempre di Giuseppe Grasso, mentre il solo Mario De Rito era accusato anche di minacce aggravate nei confronti dell'imprenditore (attivo nel commercio dei marmi) Francesco Petrolo. Tutte le accuse sono però cadute all'esito dell'istruttoria dibattimentale, tanto che lo stesso pm Concettina Iannazzo, al termine della requisitoria, aveva chiesto per entrambi gli imputati l'assoluzione.

L'operazione "Odissea" e la cadute delle accuse. A parte un troncone dell'operazione "Odissea" che ha permesso per la prima volta, ed in via definitiva, il riconoscimento in sede giudiziaria della cosca La Rosa di Tropea, il grosso dell'operazione "Odissea", scattata nel settembre del 2006 ad opera della Squadra Mobile di Vibo Valentia all'epoca retta da Rodolfo Ruperti, e con il coordinamento dell'allora pm della Dda di Catanzaro Marisa Manzini, non ha retto al vaglio dei giudici-terzi. Per la maggioranza degli indagati di tale operazione, infatti, già il Tdl aveva escluso le aggravanti delle modalità mafiose originariamente contestate (molti indagati erano stati all'epoca tratti in arresto) con conseguente trasmissione degli atti dalla Procura distrettuale di Catanzaro alla Procura ordinaria di Vibo Valentia. Nel gennaio e nel settembre del 2012, poi, si sono registrate le sentenze più significative sull'operazione "Odissea", ovvero quelle emesse dal gup del Tribunale di Vibo Valentia, Gabriella Lupoli, al termine di processi celebrati con il rito abbreviato. Verdetti che hanno mandato assolti complessivamente 14 imputati con la formula "perchè il fatto non sussiste".

In particolare, il giudice Gabriella Lupoli nel processo in abbreviato che vedeva imputati Francesco Giuseppe, detto Pino, Bonavita, di Briatico, Antonino Accorinti di Briatico, Salvatore Muggeri di Zambrone, Giuseppe Garrì di San Costantino di Briatico, Giuseppe De Luca di San Gregorio d'Ippona e Salvatore Sorrentino di Vena Superiore (tutti assolti con formula ampia), nelle motivazioni della sentenza ha sottolineato "l'inattendibilità intrinseca" del narrato dei coniugi Giuseppe Grasso-Francesca Franzè, caratterizzato da "molteplici imprecisioni, contraddizioni e volontarie omissioni su aspetti salienti e non trascurabili come - ha sottolineato il gup Lupoli nei motivi della sentenza - l’ammontare dei prestiti, la preesistenza di altri leciti rapporti di credito con taluni imputati, l’inesistenza di condizioni per partecipare a gare pubbliche".
In ordine all'assoluzione decretata oggi dal Tribunale collegiale nei confronti di Mario De Rito e Giuseppe Pandullo, l'avvocato Diego Brancia (difensore di entrambi), a margine della sentenza ha dichiarato che "a ben 10 anni dall'operazione è ora davvero finita un'odissea". (g.b.)
