La vittima avrebbe dovuto restituire ai suoi aguzzini 500 euro al mese per un prestito di 3500 euro totali. Nel mirino gli strozzini hanno messo anche la sua autovettura

Sono due cugini, Roberto e Francesco Citro le due persone finite in carcere questa mattina con l'accusa di usura aggravata ed estorsione ai danni di Donato Rizzo, il 49enne di Cosenza, costretto ad indebitarsi per poter mantenere il figlio ad un corso di formazione professionale. Entrambi si sarebbero offerti di prestare alla vittima 3.500 euro al tasso usuraio di 500 euro al mese. Addirittura, a Rizzo era stata sottratta l'autovettura come garanzia del saldo del debito. 


Le indagini. Stando alle denunce della vittima, riportate nel dispositivo emesso dal Tribunale di Cosenza, la somma era stata consegnata negli ultimi giorni (il 26 o il 27 ) di settembre dello scorso anno. Per alcuni mesi, il destinatario del prestito non era stato contattato dal creditore. Poi, nel febbraio di quest'anno, "Roberto Citro - scrivono gli inquirenti  - lo avrebbe chiamato telefonicamente invitandolo a raggiungerlo all'indomani presso un deposito".

L'appuntamento. Durante l'incontro alla vittima era stato chiesto "come e quando fosse stato intenzionato a restituire la somma dovuta".  Veniva stabilita una nuova data, quella del 24 febbraio. Ma nonostante il suo impegno, Rizzo non riusciva a racimolare la cifra.   Una difficoltà confidata a Citro che aveva risposto: "Mo li avviso, preparati alla lite". Da qui la decisione della vittima di recarsi a denunciare tutto dai carabinieri. Proprio in quel frangente, l'uomo finito nel mirino dei malviventi riceveva un'ulteriore proroga al primo marzo. Ma per l'ennesima  volta, Rizzo "non aveva la disponibilità dei contanti per saldare il debito".  A quel punto il suo strozzino perdeva le staffe " si arrabbiava e iniziava a minacciarlo" con "intimidazioni abbastanza esplicite, anche se non rivolte contro la vittima".  Ad ogni modo,  Rizzo era munito di un registratore che avrebbe consentito di cristallizzare la conversazione e consegnarla agli inquirenti che attraverso le intercettazioni telefoniche ed una serie di appostamenti riuscivano a trarre le conclusioni che li hanno condotti ad approfondire le indagini ed arrivare agli arresti di questa mattina.

LEGGI QUI | Si indebita per pagare gli studi al figlio e finisce nella morsa dell’usura