'Ndrangheta nel Vibonese, i rapporti del clan con Totò Riina (NOMI)
Nel 1992, durante un periodo di grande incertezza in Italia a seguito delle stragi di Capaci e via d'Amelio che uccisero i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, la mafia siciliana "Cosa Nostra" cercava di alzare la posta in gioco e stringere alleanze in Calabria. A Nicotera Marina, regno della 'ndrangheta e della cosca Mancuso, si tenne una riunione segreta nella struttura turistica "Sayonara", considerata storicamente un rifugio sicuro per criminali e luogo di summit mafiosi.
Le indagini della Dda di Catanzaro hanno confermato il forte legame tra la famiglia Mancuso e il "Sayonara", evidenziato anche da una perquisizione nel 2013 che trovò documenti extra contabili riguardanti la gestione del villaggio. Durante un incontro al "Sayonara", esponenti mafiosi, tra cui Nino Pesce e Franco Coco Trovato, discutevano una proposta di Totò Riina per colpire obiettivi istituzionali, ma Luigi Mancuso si oppose a questa strategia.
In sintesi, il "Sayonara" di Nicotera Marina ha svolto un ruolo cruciale nelle attività della 'ndrangheta, fungendo da base operativa e rifugio sicuro per la cosca Mancuso.
