Una lite privata trasformata in un incubo urbano. È quanto accaduto tra giovedì 16 e venerdì 17 aprile, quando un uomo di 46 anni ha deciso di sfogare la propria rabbia rubando una Fiat 500 e lanciandosi in una corsa folle per le strade della città. L'uomo era tornato in libertà da soli trenta giorni, dopo aver scontato due anni di detenzione domiciliare.

La folle corsa è terminata solo nella mattinata di venerdì, quando una pattuglia della Polizia di Stato ha intercettato il veicolo. Ne è nato un inseguimento mozzafiato che ha attraversato diversi quartieri, da Ciccarello al Rione Marconi, con l'uomo che non ha esitato a imboccare viale Europa contromano e a sfrecciare tra i vicoli stretti di Sant’Anna, mettendo a repentaglio la vita di passanti e automobilisti.

La fuga si è conclusa bruscamente davanti al Bar Mimosa. Dopo aver perso il controllo del mezzo, il 46enne si è schiantato contro due vetture parcheggiate; nell'impatto è rimasta coinvolta anche una delle auto della Polizia. Nonostante il violento urto, l'uomo ha tentato un'ultima resistenza prima di essere definitivamente immobilizzato e ammanettato dagli agenti.

I capi d'accusa formalizzati sono pesanti: furto aggravato del veicolo, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento e guida pericolosa.

Nonostante la gravità dei fatti, il giudice per le indagini preliminari ha disposto per l'uomo la misura degli arresti domiciliari con l'applicazione del braccialetto elettronico. "Una condotta che dimostra la persistente pericolosità del soggetto," si legge tra le motivazioni del magistrato, che ha sottolineato come il recente periodo di detenzione non sia bastato a rieducare l'uomo, protagonista di una notte che Reggio Calabria non dimenticherà facilmente.